Audacia d’altri tempi in cucina. E migrazioni gastronomiche spazio-temporali. Quest’anno i protagonisti del menu del Clandestino Susci Bar di Baia di Portonovo (Ancona) sono i Vichinghi. Moreno Cedroni e Luca Abbadir hanno ripercorso le rotte del popolo nordico in cucina, creando un menu “mitologico” con alghe, carne cruda e pesce.

La presentazione
1. Njord – Alghe – Cedronic: nella mitologia norrena, Njord è la divinità del mare, delle perturbazioni, della fecondità e della ricchezza, elargitore di fortune e sfortune ai marinai e ai pescatori. Come i vichinghi che si apprestavano a partire sulle loro navi, cominciamo il nostro menu con l’invocazione al dio che propizierà il nostro viaggio culinario.

2. Sigurd – Carne cruda: Sigurd, o Sigfrido, è l’eroe per eccellenza delle popolazioni scandinave. La sua più grande impresa è l’uccisione del drago Fanfir, del quale mangia il cuore sanguinante diventando invulnerabile.

3. Bùri – Sgombro Salato: Bùri è il nonno di Odino, perciò il capostipite della stirpe degli Asi. Si narra che sua “madre”, la vacca Auðhumla, lo abbia formato leccando il primordiale ghiaccio salato.

4. Thor – King Crab: in un menu dedicato ai vichinghi non può mancare il più famoso e il più amato tra i loro dei. Se Odino è il padre degli dei e dei popoli norreni, Thor ne era il re e, come il King Crab, era famoso per la sua chioma rossa.

5. Gullveig – Sarde affumicate: Gullveig è una divinità minore nel pantheon vichingo, ma potrebbe essere all’origine della guerra fra le due stirpi divine di Vani e Asi. L’unica volta che viene citata (nell’Edda di Snorri – il più antico resoconto di saghe e miti vichinghi) si narra che nella casa di Odino tentarono di bruciarla per tre volte, ma ella ogni volta rinasceva

6. Frigg / Freyja – Stoccafisso norvegese e baccalà: in questo caso, Frigg e Freyja non possono mancare fra i piatti. Si tratta delle due principali divinità femminili nel pantheon scandinavo. Frigg corrisponde alla nostra Giunone, dea dell’abbondanza e della fertilità  e del focolare domestico. Freyja, come la nostra Venere, era la dea della bellezza, ma era invocata anche per la fertilità. Secondo alcuni studiosi, in principio le due figure erano una sola dea.

7. Odino – Idromele: l’idromele, la bevanda per eccellenza degli dei, non può che essere rappresentato dal padre di tutti (immortali e mortali), Odino. I vichinghi credevano che ai valorosi morti in battaglia, si aprissero le porte del Valhalla, un’immensa sala in cui festeggeranno bevendo idromele insieme a Odino, in attesa del Ragnarǫk, lo scontro finale con le forze del male.

8. Valkyrja – Olivello spinoso: le Valchirie nei miti nordici sono quelle divinità femminili al servizio di Odino, che sui campi di battaglia sceglievano chi, morendo valorosamente, era degno di entrare nel Valhalla. La fine del nostro menu, come la fine di ogni valoroso vichingo: accompagnati dalle valchirie alle porte del paradisiaco Valhalla.