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Le sfumature del Rum

di Alberto Cauzzi

Il mondo dei distillati, e in questo caso dei Rum, è un mondo immenso e variegato, ricco di storia e affascinanti ambientazioni esotiche. Luoghi e persone che fanno ancora agricoltura vera, con profondo senso e rispetto per la natura e per i suoi ritmi. Ecco allora scaturire da queste mani, ruvide e nodose, prodotti a dir poco eccezionali. Che non hanno nulla a che vedere con i prodotti su larga scala a cui siamo purtroppo abituati. Produzioni esigue, molto di nicchia, che però andrebbero valorizzate e raccontate. E per raccontare un Rum quale migliore occasione se non quella di preparare un Daiquiri ?

Ritrovarci attorno ad un tavolo ad ascoltare e degustare gli stimoli di un grande bartender, Andrea Attanasio del fresco cocktail shop di Como, è stato davvero interessante e coinvolgente. La Mixology contemporanea sta vivendo un momento di fermento importante. Molti locali aprono a raffica, ognuno alzando il vessillo della qualità estrema e della ricerca più spinta, a costi altrettanto elevati. Ma non tutti comprendono come, peraltro parimenti alla cucina, la riuscita di un grande cocktail parte dalla scelta rigorosa della materia prima impiegata.

Ecco allora che, selezionando e preparando un grande succo di un ottimo agrume, utilizzando un grande rum bianco di grande qualità e stando attenti all’impiego di zuccheri qualitativamente importanti il gioco è fatto. Il Daiquiri perfetto è li dietro l’angolo. Se poi ci metti un grande bartender, quattro rum selezionati di livello superiore, ognuno con una caratteristica differente, e quattro agrumi diversi allora il divertimento al cubo è assicurato!

La ricetta è semplice : 25 ml di succo d’agrume, 2 b spoon di zucchero caster, 3 b spoon di zucchero i sciroppo, 50ml di rum di grande qualità e bum! Ecco quindi scaturire dalle abili mani di Andrea un daiquiri con rum Veritas e lime, con rum Clairin communal e lime haitiano, con rum Hampden Estate e bergamotto, con rum Hampden Estate LROK e limone di Sicilia.

Il primo didascalico, come deve essere. Ma le sorprese vere, nell’ordine ce le hanno date gli altri 3. Fantastico il Daiquiri con il Clarin, un rum veramente interessante con note di frutta fermentata, quasi petillant al naso, e rimandi di zafferano e spezie nobili. Decisamente elevato dal lime di qualità superiore, pestato a mano, e dall’equilibrio tra zuccheri e acidità. Un rum che ci ha fatto letteralmente impazzire. Seguito a breve distanza dal Daiquiri con LROCK, agli agrumi di Sicilia, in cui l’eleganza del distillato faceva pari con la soave acidità dell’agrume italiano. Intrigante, ma forse con troppo spazio all’agrume, quello con il bergamotto.

Un’esperienza unica e irripetibile, con uno spettro di sensazioni aromatiche davvero formidabile. Qualcuno dice che un giorno, quando il mondo scoprirà questi rum, i veri rum, la fortuna commerciale del gin, oggi decisamente elevata, sarà destinata a ridimensionarsi. E da quello che abbiamo avuto modo di degustare il dubbio è venuto anche a noi.