Le Calandre

VALUTAZIONE

Cucina Moderna

19,25/20

OSPITALITÀ

19/20

PREGI
Una cucina altamente personale.
Un servizio molto informale ma preciso e puntuale.
Una carta dei vini intrigante.
DIFETTI
I dintorni del ristorante.

Il suono dell’eccellenza

Il jazz è un genere musicale che si distingue per tre aspetti fondamentali: l’uso importante del ritmo, la flessibilità armonica e la centralità dell’improvvisazione. Su quest’ultimo aspetto vale la pena soffermarsi: il valore dell’improvvisazione non risiede tanto nel gesto estemporaneo in sé, quanto nelle basi solidissime, tecniche e culturali, da cui prende forma per diventare davvero proficua e stimolante. In questo senso possiamo affermare con assoluta sicurezza che Massimiliano Alajmo è il cuoco più jazz che abbiamo mai incontrato perché in grado di estrapolare questi tre pilastri musicali e di inserirli nel proprio stile di cucina. 

E forse è anche proprio per questo che il ristorante Le Calandre continua a essere uno dei pochi indirizzi italiani in cui si percepisce chiaramente questa tensione creativa costante, sostenuta da una sala straordinaria, con Giò Alajmo, la nuova generazione brava e dinamica che avanza, Matteo Bernardi e Giandomenico Ruggiero a dirigere un servizio che assomiglia a un concerto dal vivo, fatto di ascolto, ritmo e intensità emotiva.

Note alajmiane

Un’armonia che si ritrova anche nei piatti, serviti come a seguire una vera e propria spartitura, costruita su un crescendo palatale capace di mantenere costantemente viva l’attenzione. Il vero attacco dell’esperienza è affidato agli Spaghetti freddi alle mandorle, vongole e lupini, con colatura di melanzane, che aprono scenari gustativi inattesi: la freschezza marina, la dolcezza della mandorla e la profondità vegetale si rincorrono in modo ipnotico, componendo un equilibrio tanto sorprendente quanto naturale. Ancora più spiazzanti i Maccheroni con salsa erborinata, fave di cacao, pepe Semongkok Emas e riduzione di frutto della passione, un piatto che mette in cortocircuito cremosità, speziatura, amarezza e tensione acida, riuscendo a stordire insieme palato e mente, cuore e cervello. 

Il percorso trova una sintesi esemplare in Relazioni, il gioco al cioccolato 2026, condensato di alajmitudine, attitudine e pensiero di Massimiliano Alajmo: un dessert che non chiude semplicemente il menu, ma ne riassume l’intera filosofia, lasciando la sensazione di aver assistito a un’esecuzione irripetibile. Da eseguirsi rigorosamente in due o più, ecco il perchè del termine relazioni. Jazz puro!

IL PIATTO MIGLIORE: Maccheroni con salsa erborinata, fave di cacao, pepe Semongkok Emas e riduzione di frutto della passione

La Galleria Fotografica:

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Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E' stato il vice direttore della guida ristorante de L'Espresso per gli anni 2023 e 2024. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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VALUTAZIONE

Cucina Moderna

19,25/20

OSPITALITÀ

19/20

PREGI
Una cucina altamente personale.
Un servizio molto informale ma preciso e puntuale.
Una carta dei vini intrigante.
DIFETTI
I dintorni del ristorante.

INFORMAZIONI

PREZZI

Tre menù degustazione a 280 €, c’è la possibilità di scegliere dai suddetti 3 piatti ( 180 €), 4 piatti (220 €) o 5 piatti (250 €)

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