L’evoluzione della Macelleria di Mare
Alberto Angiolucci ha portato avanti, sin dall’inizio, una sua idea di cucina, chiamandola Macelleria di mare, lavorando sulle frollature sul pesce, terreno alquanto impervio in una città come Catania. Il bello è che la stessa Catania ha dato un riscontro decisamente positivo e lui è progressivamente cresciuto, da un concetto iniziale più da trattoria contemporanea, ad un posto di ristoro che viaggia fra il bistrot
Bistrot o Bistrò. Piccolo locale tradizionale francese che offre un servizio simile all'osteria italiana. La crescita esponenziale di locali di avanguardia in formato Bistrot (negli anni 2000), prima in Francia come risposta all'alta cucina da Hotellerie e poi in tutta Europa, ha segnato un vero e proprio 'movimento' gastronomico associabile al termine "Bistronomia", da cui deriva l'aggettivo 'Bistronomico' (usato dagli... Leggi e il fine dining. C’è una carta in cui vorresti scegliere tutti i piatti da provare, ed effettivamente meglio andare in comitiva così si condividono tutti, oppure c’è un degustazione; il rapporto qualità prezzo è molto favorevole.
Del pesce non si butta niente…o era il maiale?
Nel menù, il pesce è assolutamente il protagonista, in tutte le sue parti, incluse le frattaglie; è servito servito crudo, in varie preparazioni, e cotto, anche qui in varie preparazioni, alla brace, in umido, al forno. La Ceviche
La cevice è una ricetta a base di pesce o/e frutti di mare marinati nel limone, uniti ad alcune spezie come il peperoncino e il coriandolo. Preparazione tipica della gastronomia di alcuni paesi dell'America Latina che si affacciano sull'Oceano Pacifico quali: Colombia, Cile, Perù, Ecuador, Panama, Messico, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica e Guatemala. Leggi di muggine, estratto di peperone, vaniglia e cozze alla brace è un piatto dalla indubbia bellezza, per i cromatismi accentuati e vivi, ma anche di grande piacevolezza e intensità. La Terrina “zuzzu”, pesca dalla tradizione gastronomica sicula dove lo zuzzu è un piatto a base di scarti di maiale (orecchie, testa, lingua, cotenna e zampe) ridotti in gelatina, condito con succo di limone, olio extravergine d’oliva e pepe nero; qui ovviamente il maiale è sostituito dal pesce a disposizione, con parti che, solitamente (ed erroneamente), non vengono considerate come il collare e la testa; è servita tiepida ed è sorprendente.
Continuando con il parallelismo con il maiale, lo Chef prepara anche dei salumi, ovviamente di mare, così come fa una porchetta, sempre rigorosamente di mare, con una interessantissima salsa alla birra. Il fegato dei pesci che ha a disposizione giornalmente, viene ridotto a Patè, servito con pistacchi sopra e una salsa al marsala, anche questo un piatto golosissimo. La proposta è sicuramente molto materica (e la materia prima qui è davvero eccellente), una proposta che va dritta e colpisce per intuizioni intriganti. Ci sono margini sicuramente di crescita ulteriore, visto i progressi notevoli fatti in pochi anni.
IL PIATTO MIGLIORE: Terrina di collari e teste di pesce.
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