Monastero dei Frati Bianchi

IL NOSTRO GIUDIZIO

Deir Toscana IGT Rosso 2021

Vini Rossi
91

Deir Toscana IGT Rosso 2020

Vini Rossi
90

Barsarè Toscana IGT Barsaglina 2022

Vini Rossi
88

Pòlleo Toscana IGT Pollera 2022

Vini Rossi
87

Cenobio Toscana IGT Rosso 2023

Vini Rossi
86

Margine Toscana IGT Bianco 2024

Vini Rossi
86

Un’altra opzione di Toscana

Quella porzione di Toscana che non ti aspetti è un territorio decisamente boschivo, dal contesto paesaggistico unico, con le Alpi Apuane che come una quinta teatrale, chiudono il panorama fatto di colline scoscese che scendono fino al mare. Piccoli borghi abbarbicati sui cocuzzoli rubati alla natura, da secoli si affacciano l’un l’altro, seguendo antichi tracciati come la via Francigena, dal passo della Cisa fino a Sarzana. Siamo in Lunigiana. Immancabilmente anche questi paesaggi in cui i boschi predominano, sono terre di vini, terreni ritagliati su appezzamenti spesso lavorati a gradoni, per agevolare una coltura a tratti eroica, in un comprensorio che in passato era prevalentemente dedicato a far legna.

Il turismo estivo segue il tracciato dell’A15, quasi sempre in direzione Versilia, oltre la provincia di Massa in cui si trova Monzone, frazione del comune di Fivizzano e qui il Monastero dei Frati Bianchi

Un pezzo di storia

La testimonianza storica ci porta al VII secolo; Ato, figlio di Egenio il Longobardo edificò il primo monastero, donando parte dei suoi possedimenti a Padre Fratellus, incaricandolo di costruirvi un centro di culto. Nel 1106, Papa Pasquale II inviò il monaco benedettino Bernardo degli Uberti per l’incontro coi discendenti di Rodolfo da Casola e dei Bosoni della Verrucola e sulle fondamenta del precedente, fu edificato un nuovo monastero annesso all’Abazia di Canossa. I frati canonici svolgevano le attività, detti Frati Bianchi per il colore del loro saio, oltre che per l’etica morale. In seguito la famiglia D’Herberia, originaria di Rubiera ereditò il monastero e intorno vi si formò un borgo. La vita del monastero si protrasse fino al 1500 circa, poi l’avvento in Lunigiana dei Malaspina portò forti cambiamenti e acquisizioni.

Saltando ai giorni nostri, l’azienda Monastero dei Frati Bianchi, dal 2004 sotto la proprietà di Giorgio Tazzara e della famiglia Bernardini dal 2019, inizia un processo di ristrutturazione dei vigneti recuperando i possedimenti del monastero le cui terre, vitate per secoli, erano cadute in abbandono. Seguono le opere di ampliamento dei vigneti con La Rocca, struttura anche ricettiva e attuale bottaia, in attesa della realizzazione della nuova cantina. L’enologo Francesco Petacco affianca Giorgio Tazzara nella conduzione enologica, puntando alle varietà autoctone del territorio, oltre a Syrah e Merlot.

Gli assaggi

Margine Toscana IGT Bianco 2024

La degustazione si è svolta nella recente struttura La Rocca, recupero di edificio in pietra, ampliato per accogliere il turismo enogastronomico e non solo. Accompagnati con piatti del territorio, fra cui i Testaroli conditi in due modi diversi, i vini proposti iniziano con Margine che prende nome dalla località dell’attuale piccola cantina, cuvée di Vermentino al 50%, Albarola e Durella al 20% e un 10% di Chardonnay. Di colore giallo paglierino intenso e brillante, all’olfatto esplicita l’impronta semi-aromatica del Vermentino, macchia mediterranea, una nota di salvia e spezie delicate. Al palato è croccante, di buona persistenza e sapido sul finale. Voto: 86/100.

Cenobio Toscana IGT Rosso 2023

Pollera, Barsaglina, Merlot e Syrah entrano nella cuvée di questo rosso dal color porpora lievemente scarico. Cenobio nel nome riprende il significato storico della comunità monastica. L’affinamento solo in acciaio e bottiglia restituisce uno spettro olfattivo fruttato, giovane nell’esprimersi con qualche nota smaltata e lievi speziature derivate dalla Syrah. In bocca il vino traccia una certa consistenza tannica, in equilibrio con retrovie sapide. Voto: 86/100.

Pòlleo Toscana IGT Pollera 2022

Questo vino 100% Pollera, oltre a rappresentare il territorio attraverso un vitigno autoctono, esplicita un progetto in cantina più complesso, che passa da un affinamento in anfora e legni di rovere per 12 mesi, poi altrettanti in bottiglia. Di colore rosso rubino brillante, è un vino in piena evoluzione, intriso da note di frutta rossa, marasca e frutti di bosco, con impronta del legno fra speziature e tabacco vigorosi. Il palato concede larghezza, senza scaldare, ribadendo morbidezze fruttate, adeguata astringenza e persistenze con finale lievemente bitter. Voto 87/100.

Barsarè Toscana IGT Barsaglina 2022

Altro vitigno autoctono tipico della zona di Massa e Carrara, questo rosso segue un affinamento di 15 mesi in botti piccole e 12 mesi in bottiglia. Di colore rosso fra il porpora e il rubino intenso, concede una buona trasparenza; al naso si rivela un vino complesso, con la parte fruttata amalgamata da spezie incisive, echi di raspo, tabacco nero e retrolfattivi terrosi. Al palato è largo, intenso, gastronomico, in equilibrio fra tannini e persistenze sostenute da adeguata acidità. Voto 88/100.

Deir Toscana IGT Rosso 2021 e 2020

Le due annate proposte sono frutto di un taglio 50% Merlot e Syrah. Anche in questo caso l’affinamento è di 15 mesi in legno e 12 in bottiglia. Si presenta di colore rosso luminescente, con un olfatto che delinea un bouquet ampio, fra frutti rossi maturi, erbe officinali e aromatiche con latenze balsamiche ed eteree, avvolte da ricchezze cromatiche si spezie forti, tabacco e cuoio. La bocca recupera gentilezza attraverso il frutto, non sovrastato da tannicità efficace e lunga persistenza alla ricerca di retrolfattivi sapido/minerali. Più in equilibrio la 2021. Voto del 2021: 91/100. Voto del 2020: 90/100.

Questi sono luoghi che possono apparire persino fermi nel tempo. Le valli sono strette, le strade tortuose, c’è anche una tratta ferroviaria. Fivizzano non è lontana, ma qui, come del resto nella limitrofa Garfagnana, se si potesse nascere e vivere per sempre a queste altitudini collinari con dietro le montagne, si respirerebbe ottima aria pensando che l’inquinamento non esiste, che la natura comanda e le aree antropizzate siano solo piccoli baluardi fra i boschi.

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Thomas Coccolini Haertl

Architetto e Sommelier (AIS, dal 2017), si è occupato di progettare gli stand di Ferrari F.lli Lunelli, Gruppo Mezzacorona, Sartori, Bertani Domains, Cantina di Soave e altri, al Vinitaly e non solo. Oggi collabora con testate giornalistiche specializzate come Spirito diVino, Vertigo Magazine e WineStop&Go. Assiduo frequentatore di cantine, crede nella multisensorialità quale aspetto fondamentale del vivere quotidiano.

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Vini Rossi
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