Avete affittato una casa fuori città per il fine settimana. È autunno, il camino è acceso, qualcuno è arrivato con un tagliere di formaggi stagionati e nessuno ha voglia di cucinare piatti complessi. È l’ora dell’aperitivo lungo, quello che scivola nella cena senza che ve ne accorgiate. Il Pinot Nero Alto Adige Mazzon 2021 di Gottardi è perfetto per questo momento, perché è elegante ma non impegnativo.


Questo Blauburgunder nasce infatti a Mazzon, una frazione della Bassa Atesina dentro il Parco Naturale Monte Corno, un luogo dove il Pinot Nero si coltiva da almeno un secolo e mezzo; il primo documento che ne parla risale al 1869. La famiglia Gottardi, arrivata dal commercio del vino austriaco e oggi alla terza generazione, si è dedicata negli anni quasi solo a questo vitigno (ne avevamo già scritto qui), coltivandolo nelle parcelle più alte della collina, tra i 300 e i 400 metri, su terreni di calcare e arenaria.
Il risultato è un rosso di finezza più che di potenza, che al naso porta ciliegia, amarena, un fondo di liquirizia e spezia, e in bocca resta rotondo, preciso, con un finale lungo. Non serve saperlo per apprezzarlo, ma aiuta a capirlo. A tavola sta benissimo su un pecorino di media stagionatura, un erborinato leggero, qualche noce e del pane buono, senza richiedere un piatto costruito. Il suo finale speziato scalda, e in una stanza già tiepida è esattamente la sensazione che cerchi. Apritelo mezz’ora prima, versatelo in un calice ampio, servitelo intorno ai 16-18°C e lasciatelo lì mentre la conversazione prende il via. È il tipo di rosso che regge tutta la sera senza cambiare bottiglia: accompagna l’aperitivo, tiene testa al formaggio e nel bicchiere migliora minuto dopo minuto. In quattro una bottiglia basta. Se siete di più, apritene due.










