L’espressione creativa di Ciccio Vitiello
Caserta è ormai una delle capitali della pizza contemporanea (tra le altre, c’è questa qui), configurandosi come un territorio nel quale negli ultimi anni sono emerse interpretazioni diverse, accomunate dalla volontà di andare oltre i confini cesellati dalla tradizione partenopea. Ed è proprio qui che Ciccio Vitiello ha scelto di costruire una strada personale, fatta di ricerca, tecnica e attenzione alla materia prima, portata avanti nel suo Cambia-Menti. Un luogo da appuntare nel taccuino gourmet, dove la pizza diventa il punto di partenza per un percorso più ampio, capace di aprire nuovi scorci e nuove riflessioni sul territorio senza però perdere di vista l’identità del pizzaiolo.
Una cucina che non si limita dunque alla pizza in senso stretto, ma costruisce intorno all’impasto un racconto articolato che lascia libertà d’espressione a grandi prodotti e a lavorazioni che trovano un equilibrio spesso convincente.
La pizza come tela bianca
Il percorso prende avvio da una Frittatina alternativa: bucatino trafilato al bronzo alla Nerano, con zucchine dell’orto e Provolone del Monaco
Formaggio grasso, a lunga stagionatura, a pasta semidura e assai piccante. Come da tradizione casearia napoletana e sorrentina, questo formaggio a pasta filata viene prodotto con latte di vacca di varie razze fra le quali l'Agerolese, tipica del territorio. Il Provolone del Monaco si presenta a forma di melone o pera senza testina, con legatura che deve suddividere il formaggio in... Leggi, accompagnato dalla tartare
La bistecca alla tartara (conosciuta anche come carne alla tartara, steak tartare o più comunemente tartare) è un piatto a base di carne bovina o equina macinata o finemente tritata e consumata cruda. La ricetta prevede che dopo essere stata triturata la carne deve o marinare nel vino o in altri alcolici oppure viene aggiunto del succo di limone e... Leggi di gambero di Mazara, già indicativa della direzione intrapresa. La Montanarina Champion, fritta e poi passata al forno, gioca invece con l’Antico Pomodoro di Napoli, tre consistenze di Parmigiano Reggiano e pesto di basilico.
Fuori menù arriva poi Che Fico, impasto classico con fior di latte baciato dalla bufala, fichi dell’orto, Jamón Ibérico, fonduta di Parmigiano, aceto balsamico di Reggio Emilia DOP Borgo del Balsamico e peperoncino: un insieme ricco, ma governato con attenzione. Chiude Tonno e cipolla, con impasto classico, provola baciata dalla bufala, croccante di cipolla, cipolla marinata con lampone e miele, salsa tonnata, ventresca di tonno ed erba cipollina.
Un’esperienza davvero interessante, a tratti eccelsa, che trova nel finale dolce un’ulteriore conferma del livello della cucina. Andateci!
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