I Masanielli di Francesco Martucci

VALUTAZIONE

Cucina Moderna

17,5/20

OSPITALITÀ

15/20

PREGI
La peculiarità degli impasti e la raffinata ricerca degli accostamenti.
DIFETTI
Non viene (insperabilmente) servito caffè.
Il menu degustazione è disponibile su prenotazione, con pagamento anticipato (ma rimborsabile) e non viene servito il sabato.

Struttura e palato.

Sono i due elementi che, più di ogni altro, spiegano perché le pizze di Francesco Martucci continuino a stare un passo avanti.

La struttura parte dall’impasto o, meglio, dagli impasti. Si va da quello famoso della sua pizza – leggero, scioglievole, sorprendentemente digeribile, capace di sostenere farciture complesse senza perdere presenza, creato da un blend di farine che è ormai parte di una cifra precisa, così come la capacità di dare volume senza pesantezza e consistenza senza tenacità – a lavorazioni geniali come nel caso della Tartelletta di castagne, che non contempla l’utilizzo di alcun tipo di farina, o della pizza “alla romana” fatta con un impasto di pomodoro lavorato con un processo di criogenia.

Poi c’è il palato, ed è forse questo il vero discrimine. Tecnica, fermentazioni, temperature e lavorazioni si imparano. Più difficile è capire quanto spingere un ingrediente, cosa mettergli accanto e quando fermarsi. Martucci possiede questa sensibilità in modo quasi istintivo.

La ricerca sull’impasto resta fondamentale, le cotture sono di precisione assoluta e la qualità degli ingredienti difficilmente discutibile. Ma sono ormai prerequisiti. La differenza la fa ciò che viene dopo, ossia la capacità di trasformare tecnica e materia in gusto.

Per fare un esempio concreto possiamo citare la sua Assoluto di Pomodoro. Ciliegino arrosto, Piennolo rosso e giallo, San Marzano, pomodoro secco, datterino, confettura: tante declinazioni dello stesso ingrediente, ma nessuna ridondanza. Cambiano concentrazione, acidità, dolcezza e consistenza, mentre il pomodoro resta sempre perfettamente leggibile. Un’idea semplice, pane e pomodoro, portata molto più lontano. Allo stesso modo Fiori di Zucca al Quadrato è un trancio di pizza che, sulla carta, potrebbe sembrare fin troppo ricco di ingredienti. Fiori di zucca, zucchine, fiordilatte, cozza, zafferano, bottarga, frutta secca: ingredienti numerosi che trovano nitidezza in un boccone solo che ti fa capire come si misura la differenza tra complessità e complicazione. Una delle pizze più riuscite, oltre alla celeberrima Futuro di Marinara, è la “7 consistenze della cipolla”. Martucci può permettersi di lavorare con sette declinazioni dello stesso ingrediente, di sovrapporre fermentazioni, concentrazioni, componenti marine, grasse, acide e speziate. Ma quasi sempre resta riconoscibile una gerarchia del gusto. Perfino il dessert, India, conferma un pensiero ormai pienamente gastronomico. Mango in crema e composta, zenzero, lime, cocco e curry, per un finale spinto su dolcezza estrema e aromaticità pungente.

Un palato del genere si educa, certo, ma in parte si possiede.

Ma è solo una pizzeria.. (!)

C’è poi un dato che, nella nostra guida, ha un peso preciso. Al momento I Masanielli di Francesco Martucci è l’unica pizzeria che recensiamo, ormai da anni (anche contro i tanti detrattori/banalizzatori seriali), con gli stessi strumenti e canoni riservati a un ristorante. Non tanto come una provocazione, ma perché siamo fermamente convinti che la complessità gustativa delle preparazioni, la ricerca sull’impasto e la costruzione del percorso la collocano nettamente oltre il concetto di pizzeria intesa nel suo significato più comune.

Eppure il dato forse più importante è che Martucci sembra non perdere mai il contatto con la natura popolare della pizza. Non c’è quell’autoreferenzialità e quella sacralità che accompagna i progetti più ambiziosi. Non è un caso se la pizzeria registra da decenni il tutto esaurito a ogni turno, a pranzo come a cena. Il pensiero può essere quello dell’alta cucina, ma la partecipazione resta profondamente popolare. E in tal senso Martucci ha saputo ritagliarsi un’enclave per gli appassionati disposti a guardare oltre il mero concetto di pizza, senza tradire i suoi clienti che hanno decretato, negli anni, il suo successo.

Un campione.

IL PIATTO MIGLIORE: Le 7 consistenze della cipolla.

La Galleria Fotografica:

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Leonardo Casaleno

Avvocato di professione e appassionato cinefilo, il suo cammino è stato segnato fin dalla giovane età da un sorprendente incontro con una passatina di ceci sulla via di San Vincenzo: un momento che ha acceso in lui un profondo culto per il cibo. Oggi sfugge con entusiasmo alla monotonia quotidiana per andare alla ricerca di tavole tradizionali o innovative che siano, purchè autentiche e capaci di sfamare la sua curiosità gastronomica. Nutre un altro grande amore per i viaggi che si manifesta in modo spontaneo: prenota un ristorante, quindi pianifica l’itinerario.

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VALUTAZIONE

Cucina Moderna

17,5/20

OSPITALITÀ

15/20

PREGI
La peculiarità degli impasti e la raffinata ricerca degli accostamenti.
DIFETTI
Non viene (insperabilmente) servito caffè.
Il menu degustazione è disponibile su prenotazione, con pagamento anticipato (ma rimborsabile) e non viene servito il sabato.

INFORMAZIONI

PREZZI

Percorso degustazione a 80 euro, alla carta pizze da 8 a 17 euro, dolci a 6,5 euro

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