Il Tiglio

VALUTAZIONE

Cucina Moderna

16,5/20

OSPITALITÀ

16/20

PREGI
Una cucina d’autore accessibile nei prezzi
Una bella vitalità creativa
DIFETTI
Bisogna andarci apposta perchè è lontano dalle rotte abituali

Una cucina “giovanile” e fresca

Che bello vedere una sala gremita di giovani. Un’immagine che racconta forse più di tante parole il lavoro di Enrico Mazzaroni e la direzione intrapresa da Il Tiglio. Perché Mazzaroni, cuoco autodidatta, è riuscito a costruire una cucina capace di parlare ai giovani, di incuriosirli e portarli a sedersi a tavola senza mai rinunciare alla propria identità. Merito di un menù degustazione, il più piccolo, da sette portate a 68 euro, certo, ma anche di una filosofia che continua a credere nel rapporto tra qualità, felicità e prezzo. 

Una formula che sembra semplice e che invece richiede una sensibilità non comune: proporre una cucina ambiziosa, personale e ricca di intuizioni, facendola percepire come qualcosa di accessibile e soprattutto desiderabile. In sala, poi, c’è Gianluigi Silvestri, partner in crime fin dall’inizio di questa splendida avventura, a completare un’esperienza che trova nella spontaneità uno dei suoi punti di forza.

La grammatica di Mazzaroni

È però nella Transumanza, il percorso più importante e articolato da 120 euro, che la cucina di Mazzaroni trova alcune delle sue espressioni più compiute, senza trascurare la necessità di poter piacere ad un largo campo di clienti. Rendere potabili alcune preparazioni che sennò difficilmente sarebbero degustate. L’Agnello arriva in più servizi: dal cervello poché con salsa di cetrioli, addomesticato, passando alla spalla e poi alle animelle fritte e alla testina in tempura, fino alla meravigliosa quasi tagliatella di intestino brasato, frutto della passione ed erbe aromatiche. Quest’ultima, in particolare, è l’esempio di potabilità descritto sopra.

Poi il Piccione, allevato nei dintorni, ripieno di piccione e accompagnato da una fricassea del volatile: un Piccione al cubo, verrebbe da dire. E ancora le Pappardelle ‘co la papera’, confezionate con farina di scoby, mantecate con kombucha e condite con un ragù di lingue d’anatra. 

Piatti che raccontano una cucina tutt’altro che ordinaria, eppure capace di arrivare al commensale con una naturalezza disarmante. È forse questa la forza più autentica di Mazzaroni: prendere ingredienti, tecniche e intuizioni che normalmente mangeremmo con difficoltà e trasformarli in qualcosa di immediato, curioso, persino goloso. Rendere normali piatti che normali non sono.

IL PIATTO MIGLIORE: Piccione ripieno di piccione e fricassea di piccione.

La Galleria Fotografica:

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Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E' stato il vice direttore della guida ristorante de L'Espresso per gli anni 2023 e 2024. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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VALUTAZIONE

Cucina Moderna

16,5/20

OSPITALITÀ

16/20

PREGI
Una cucina d’autore accessibile nei prezzi
Una bella vitalità creativa
DIFETTI
Bisogna andarci apposta perchè è lontano dalle rotte abituali

INFORMAZIONI

PREZZI

Due menù degustazione da 68 € e da 120 €

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