Relax trasteverino
Lo storico rione è ormai scivolato in un vortice di turistizzazione sfrenato dal quale pochissime realtà si salvano, fra le quali, per nostra fortuna, il Glass Hostaria. Il locale è nel cuore della movida, ma contemporaneamente perfettamente in grado d trasportarci, appena varcata la soglia, in un’oasi di pace quasi irreale. La sala è molto accogliente e l’elegante gestione di quest’ultima da parte di Riccardo Nocera contribuisce a creare un’atmosfera ideale. La cucina sublima il concetto di fusion
Fusion è una tipologia (o scuola) di cucina che combina elementi associati a differenti tradizioni culinarie per produrre menù o piatti non riconducibili ad alcuna tradizione culinaria precisa. Leggi, dalla puglia al Sud America, dall’Asia alla capitale, tutto viene bilanciato con sapienza e personalità dall’esperta mano di Cristina Bowerman.
Un andamento dinamico
La proposta è paragonabile ad un moto ondoso, fatta di picchi e momenti di tranquillità; inizia forte con l’Ostrica gillardeau, yogurt e avocado, dalla spiccata ed equilibratissima nota acida, prosegue in crescendo con il Sashimi di pesce bianco rinforzato da un ottimo leche de tigre. Il moto si fa più tranquillo con i delicatissimi Spaghetti in crema di aglio arrostito, per poi (paradossalmente) quasi assestarsi con i Ravioli all’amatriciana, dalla personalità troppo celata. Il dolce non tradisce la degustazione, senza però offrire particolari spunti. Ben strutturata la cantina, i ricarichi sono importanti, ma in una realtà come quella trasteverina non è una novità.
IL PIATTO MIGLIORE: Sashimi di pesce bianco, leche de tigre e tobiko di pesce volante.
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