
DSTAgE
Per il ristorante DSTAgE l’obiettivo principale è quello di usare la tecnica per uscire fuori dagli schemi. E ci riesce benissimo.

Per il ristorante DSTAgE l’obiettivo principale è quello di usare la tecnica per uscire fuori dagli schemi. E ci riesce benissimo.

Disfrutar è il ristorante di Oriol Castro, Mateu Casañas ed Eduard Xatruch, tre cuochi cresciuti nell’orbita di elBulli e oggi protagonisti assoluti della cucina contemporanea. La loro è una gastronomia di tecnica, gioco e precisione, capace di trasformare l’avanguardia in piacere immediato.

Diverxo, a Madrid, è un parco giochi per il palato. Un luogo in cui prende forma il pensiero divergente di David Munoz.

AM è la creatura di Alexandre Mazzia, uno chef con un approccio verso l’alta cucina decisamente non convenzionale.

The Counter è il luogo che Mitja Birlo ha scelto per dare sfogo al suo estro creativo e alla sua visione gastronomica.

Nella proposta di Maison Ruggieri convivono esplicitamente due anime, l’una mite ed elegante e l’altra più ruvida ed intensa. Ecco la nostra esperienza.

Seafood Gastro, il progetto di Mathias Dahlgren, racconta una maturità dove il baricentro si sposta dalla tecnica all’ingrediente.

Il ristorante Elkano si è progressivamente trasformato in uno dei templi europei della cottura alla brace applicata al pesce. Ecco la nostra recensione.

De Kas è un ristorante con un’idea chiara, messa a fuoco molto prima che concetti come “farm-to-table” e “chilometro zero” entrassero nel vocabolario.

Etxebarri è un locale che custodisce un fuoco sacro che continua a ricordarci cosa significhi veramente la parola “eccellenza”.

Da Granite, nel cuore di Parigi, Yoshitaka Takayanagi costruisce una cucina essenziale e profondamente golosa, dove tecnica giapponese, sensibilità vegetale e grande precisione danno vita a piatti misurati, luminosi e mai ridondanti.

Kei Kobayashi ha conquistato Parigi con una cucina di precisione assoluta che sposa la tecnica francese con la sensibilità giapponese.

Al ristorante Arpège Alain Passard inaugura una nuova fase totalmente vegetale: tecnica intatta, gusto archetipico e una cucina unica.

All’Auberge Sauvage, lo chef Thomas Benady celebra la natura con una cucina vegetale, ispirata al foraging e ai prodotti dell’orto.

Da Vittorio St. Moritz conferma la cifra dei Cerea anche in quota. Una cucina che dialoga con il contesto senza perdere identità.
“Gentili Signore, Cari Signori! Quello di cui vi parleremo sarà l’emotività e la verità che rimarrà sulla tavola prima che ci portino via le briciole. Sarà la persistenza dell’ultima goccia di vino prima che la bottiglia sia vuota. Ciò che leggerete sarà il frutto maturato dalla pianta della passione che questi giovani hanno coltivato per anni.”
Il Presidente, 20 Luglio 2009.
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