Ekstedt

VALUTAZIONE

Cucina Moderna

18/20

OSPITALITÀ

17/20

PREGI
Una cucina atavica.
I prodotti di grande qualità.
Il servizio, giovane e molto dinamico.
DIFETTI
A locale pieno i tempi potrebbero essere troppo lunghi.

Il mago della fiamma

La figura del cuoco è indissolubilmente legata a quella del fuoco. È attorno alla fiamma che la cucina ha costruito la propria storia, trasformando ingredienti, definendo tecniche e dando forma a culture gastronomiche. Tra i cuochi con la C maiuscola, però, c’è chi ha fatto un passo ulteriore, elevando il fuoco da semplice strumento a vero linguaggio espressivo, un veicolo di aromi, profumi e consistenze capace di ridisegnare l’intera geometria di un piatto.

Ed è proprio questa la chiave di lettura di Ekstedt, dove l’omonimo chef Niklas Ekstedt porta avanti una cucina nordica, affidando tutte le sue conoscenze a stufa, brace e fuoco vivo. Una scelta netta, quasi ostinata, che trova però pieno compimento nella materia prima e nell’uso di fermentazioni e acidità come vocaboli di un linguaggio coerente e ludico.

La nuova cucina nordica firmata da Ekstedt

Il percorso è una danza pirotecnica di sapori e consistenze, un viaggio palatale che ha come fine ultimo l’accompagnare il commensale alla scoperta dei boschi e dei mari nord europei. Fulgido esempio è la Renna affumicata con mirtilli fermentati e cetriolo, che delinea subito i confini dentro i quali ruoterà l’intera esperienza. La parte centrale si focalizza su materie ittiche di grande spessore, come i Gamberi affumicati a freddo con yogurt e prugne verdi, o lo Scampo cotto lentamente con salsa di rosa e semi di girasole, dove la dolcezza e l’acidità si rincorrono in continuo gioco di equilibri. Da k.o. tecnico la Capasanta alla brace con patata e olivello spinoso, piatto che segna uno dei momenti più compiuti del percorso. 

Ne risulta una cucina atavica ma tutt’altro che primitiva, costruita su contrasti ben orchestrati, che trova nel fuoco una grammatica precisa. Un’esperienza lunga, poco meno di tre ore in condizioni ideali, ma che può facilmente dilatarsi in una sala piena: nel complesso, però, un menù coerente, personale e capace di regalare immense sorprese.

IL PIATTO MIGLIORE: Scampo cotto lentamente con salsa di rosa e semi di girasole.

La Galleria Fotografica:

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Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E' stato il vice direttore della guida ristorante de L'Espresso per gli anni 2023 e 2024. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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VALUTAZIONE

Cucina Moderna

18/20

OSPITALITÀ

17/20

PREGI
Una cucina atavica.
I prodotti di grande qualità.
Il servizio, giovane e molto dinamico.
DIFETTI
A locale pieno i tempi potrebbero essere troppo lunghi.

INFORMAZIONI

PREZZI

Menù degustazione a circa 260 €

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