Zest

VALUTAZIONE

Cucina Classica

16/20

OSPITALITÀ

17/20

PREGI
Una cucina che esalta il territorio con eleganza.
La splendida location.
DIFETTI
Carta vini dai ricarichi importanti.

Equilibrio tra territorio, tecnica e vocazione internazionale 

La Penisola Sorrentina è diventata negli ultimi anni una delle destinazioni italiane più frequentate dal turismo internazionale. Un fenomeno che ha contribuito a elevare gli standard dell’ospitalità e della ristorazione, favorendo la nascita di indirizzi capaci di coniugare identità territoriale e respiro cosmopolita.

È in questo contesto che nasce Zest, il ristorante gastronomico dell’Hotel La Favorita di Sorrento, aperto circa tre anni fa con l’obiettivo di ampliare e qualificare ulteriormente l’offerta della struttura. Alla guida della cucina troviamo Domenico Iavarone, chef campano con una lunga esperienza maturata lungo la Costiera, profondo conoscitore del territorio, delle sue dinamiche e dei migliori produttori.

Una delle realtà più interessanti della nuova gastronomia sorrentina

Durante la bella stagione, Zest esprime il proprio fascino nell’incantevole agrumeto dell’hotel. Tra alberi di limone e profumi mediterranei, tavoli rotondi ben distanziati e una mise en place elegante creano un’atmosfera raffinata ma rilassata, perfettamente in linea con la filosofia della cucina. I piatti dello chef Iavarone sono caratterizzati da sapori e gusti ben delineati ma mai estremi, portate capaci di mettere d’accordo sia il gourmet di passaggio sia il palato internazionale meno avvezzo alla sperimentazione. Pochi ingredienti, lavorati con cura, da cui lo Chef estrae ed esalta i sapori con ottime doti tecniche. Particolare attenzione è posta sul vegetale, protagonista anche di un intero menù degustazione, che proviene dagli orti di proprietà e segue le stagioni. Molto interessante il lavoro fatto, ad esempio, attorno alla zucchina in accompagnamento all’Ombrina che viene avvolta nell’ortaggio sottilissimo e accompagnata da una intensa quenelle fatta di zucchine alla scapece dal sapore netto e persistente, poi una salsa al wasabi per resettare il palato.

Di grande fattura il Risotto, piatto iconico dello Chef, cotto in un brodo di limone con liquirizia e scampi, una portata ben bilanciata dove l’agrume apporta profondità aromatica senza risultare invasivo, lasciando emergere la dolcezza e la qualità del crostaceo. Un equilibrio non semplice da raggiungere e che qui si traduce in una portata di notevole eleganza. 

Il servizio è professionale, abile a mettere a proprio agio il commensale; la carta dei vini è costruita con originalità senza trascurare le referenze importanti, non mancano etichette meno note e molto interessanti.

IL PIATTO MIGLIORE: Risotto al limone, scampi e liquirizia.

La Galleria Fotografica:

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Antonio Sgobba

Uomo del sud con animo contadino prestato alla finanza. Giunto a Milano, diventa gourmet per necessità, spinto dalla curiosità per la ricerca di nuovi sapori. Resta comunque un amante delle cotture tradizionali: cucinerebbe di tutto sulla brace del suo camino. Nel tempo libero si dedica alla pesca in apnea, oltre che rincorrere le avanguardie culinarie.

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VALUTAZIONE

Cucina Classica

16/20

OSPITALITÀ

17/20

PREGI
Una cucina che esalta il territorio con eleganza.
La splendida location.
DIFETTI
Carta vini dai ricarichi importanti.

INFORMAZIONI

PREZZI

Due menù degustazione a 110 € e uno a 130 €. Prezzo medio alla carta 100 €

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