Il nostro racconto della gara di BBQ più esclusiva in Europa

Vi avevamo lasciati accennandovi di un manipolo di fissati che hanno fatto del bbq uno stile di vita, in Italia e in Europa come negli USA.
Ci riferivamo ovviamente, senza mezzi termini, ai partecipanti delle competizioni di bbq europee, gare che negli ultimi anni hanno registrato un’impennata di partecipanti ma soprattutto un’innalzamento della qualità impressionanti, principalmente per quanto riguarda i team provenienti dal nostro paese.
E se la definizione di “competizione di BBQ” vi ha fatto sorridere, suonandovi nuova tanto quanto curiosa, sappiate che è questo un mondo sì estremamente di nicchia, ma che vale sicuramente un approfondimento, fosse anche solo per l’aspetto gastronomico, davvero degno di nota.

La sublimazione di questa definizione in Italia ha un preciso nome: “Prime Uve Invitational”, una delle gare -per non dire la gara- più prestigiose del circuito europeo sanzionato da KCBS (Kansas City Barbecue Society, l’ente più autorevole a livello mondiale). E tutto ciò non lo raccontiamo di certo noi, ma è altresì ritrovabile nella fierezza dello sguardo dei pitmaster delle 18 squadre presenti alla terza edizione di questo Invitational, così come nella volontà degli amici/supporter di essere presenti per sostenere i team, anche a costo di trasferte importanti, anche solo per dire io c’ero.

Partiamo con il dire che l’esclusività di questa gara è poliforme: innanzitutto, il livello dei partecipanti è davvero alto, in quanto vengono invitati i primi 15 team della classifica TOY europea ufficiale KCBS più tre selezionatissime wild card.
Ma ciò che la rende davvero un unicum europeo, e che la porta ad essere nel concetto molto simile alla gara più famosa e ambita nel mondo BBQ, il Jack Daniel’s Invitational, è che il tutto viene organizzato da un’azienda, all’interno del proprio stabilimento di produzione. Sempre una distilleria ma non nel Tennessee, bensì a Gaiarine, paesello tra Treviso e Pordenone, dove ha sede la distilleria Bonaventura Maschio.

Una gara di bbq che contemporaneamente è una festa e un grande evento. Dove tutto gira intorno alla competizione, ma la stessa ha un ruolo marginale durante il weekend, che diventa più un’occasione di divertimento per tutti. In primis per i team che, normalmente relegati a location molto più modeste e con un pubblico estremamente più di nicchia, si sentono coccolati e proiettati al centro di numerose attenzioni di pubblico, giornalisti e obiettivi in generale.

Ciò è altresì vero per il pubblico -anch’esso contingentato nel numero concesso per legge- che può godersi, senza affanni, calca o resse, tutti gli aspetti dell’evento, per tutta la durata dei due giorni di manifestazione: piccoli workshop sui metodi di cottura organizzati dal Chapter Veneto di BBQ4All e Weber, open bar con Michele di Carlo e carta dei cocktail da lui realizzata ad hoc con prodotti Prime Uve, gelato con Simone de Feo della Cremeria Capolinea, anch’essi con alcuni gusti comprendenti Prime Uve. E poi ancora pizze (e molto altro) del Pizzaiuolo on the road, birra Menabrea spillata giorno e notte, alcune varietà di caffè Nespresso in degustazione e molto altro, tutto a disposizione di tutti dal venerdì sera alla domenica pomeriggio, senza sosta.

Infine, questo Invitational è una vera epifania anche per i giornalisti, non relegati a meri reporter bensì coinvolti (iper)attivamente per tutto il weekend. A partire dal sabato nel primo pomeriggio, con un rapido e interessante tour della distilleria con Andrea Maschio, per scoprire come nasce Prime Uve in tutte le sue fasi di vita. Poi subito addosso guanti e grembiuli, e diventiamo tutti Griller per un giorno con l’omonima Masterclass di Gianfranco Lo Cascio di BBQ4All e Weber: dopo una breve introduzione teorica veniamo accompagnati ai Kettle per provare cosa vuol dire, sporcandosi le mani, fare bbq.
A seguire la Masterclass, un’interessante sessione di degustazione dei gelati di Simone de Feo, abbinati ad alcune preparazioni al bbq (Pork Ribs con gelato alla robiola, amarene, senape e olio extra vergine e Beef Ribs con gelato alla panna acida, aglio fermentato e maggiorana).

La domenica invece si entra in clima gara, e i registri cambiano di netto. I team hanno iniziato, già dalla sera precedente e per tutto il corso della notte, le operazioni di affumicatura e cottura delle preparazioni da presentare ai giudici. Fin dalla primissima mattina, i toni rilassati del sabato hanno lasciato spazio a sguardi seri e operazioni precisamente tabellate, ogni movimento nei gazebo avrà un fine preciso ai termini della competizione. I tempi sono strettissimi e rigorosi, e non ci sarà alcuno spazio per errori o improvvisazione.

Per una selezione di giornalisti è prevista una grande opportunità, ovvero prendere parte alla giuria di una categoria di gara creata ad hoc: la Barrel Smoke, categoria in cui i team potranno cimentarsi in una preparazione libera, a patto che essa sia affumicata con il legno di una botte di affinamento di Prime Uve, aperta appositamente durante la cerimonia di apertura.

Grande opportunità per noi perché ci permette, grazie ad un briefing mattutino con Gianfranco Lo Cascio e Haymo Gutweniger, di conoscere in dettaglio il regolamento KCBS e applicarlo nella valutazione. Un macchinoso e complesso sistema di consegna in doppio cieco fa sì che i team non sappiano quali giudici valutino la propria preparazione, e viceversa i giudici non sappiano (ed effettivamente sarà così, nella maniera più categorica) di quale team sia ciò che a loro viene servito. Se volete approfondire in dettaglio i metodi di valutazione KCBS, vi rimandiamo al sito ufficiale.

Ma è nella sala dei giudici ufficiali di competizione che va in scena il clou della gara: a scaglioni di mezz’ora, in cronometrate finestre di dieci minuti, i team devono consegnare tutte preparazioni (che ricordiamo sono Chicken, Ribs, Pork, Brisket come da regolamento internazionale, più Sauce, Dessert e Barrel Smoke quelle aggiuntive per Prime Uve) al banco filtro, che le dividerà e le farà pervenire a 24 giudici, dalle nazionalità più disparate, divisi in quattro banchi di degustazione, che lavorano con un rigore marziale e un silenzio stordente, con una professionalità e una serietà davvero rari. Tanto che (cosa purtroppo strana per noi italiani) la valutazione dei giudici è sempre accettata ed incontestata dai team, proprio perché grazie al rigore del metodo non può esserci alcun tipo di malizia né sotterfugio.

In chiusura, la sentita cerimonia di premiazione, caratterizzata da un montepremi davvero considerevole per gli standard medi di gara. Gli unici due team italiani in gara portano a casa due ottimi primi posti (i Barktenders nel Chicken e i BrigBoys nel Pork) e delle ottime posizioni generali; i vincitori della categoria Ribs sono gli austriaci del Bbq Longhorn Ranch Hands, mentre il primo posto nel Brisket va ai fortissimi inglesi del Bunch of Swines. Grand Champion il team austriaco Bbq Longhorn, Reserve Grand Champion agli inglesi di Miss Piggy’s.
Per quanto riguarda le categorie aggiuntive, i vincitori sono: Dessert Southern Dutch Bbq; Sauce De Rokende Regahs; Barrel Smoke BBQ+; Barrel Smoke Jury VIP Flaming Pig Bbq.

Se siate appassionati di bbq, di distillati, di cocktail ma anche di food in generale, ascoltate un consiglio: fate il possibile per essere presenti alla prossima edizione del Prime Uve Invitational, ad ogni costo.
Noi, che appassionati lo siamo di tutto quanto sopra, abbiamo già fatto partire il conto alla rovescia. Ci si vede il prossimo anno!

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