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Fabio Barbaglini … Puro, Di Alberto Cauzzi

Recensione Ristorante

Non dico nulla di nuovo raccontando che Fabio Barbaglini è uno dei pochi cuochi che ha sempre toccato le mie corde emotive più profonde, con la sua cucina colta, innovativa quanto classica, irriverente quanto smodatamente personale, provocatoriamente sbilanciata ma al contempo finemente equilibrata nei suoi eccessi. L’emblema della sua cucina è un piatto, ma potrei citarne tanti altri, che è entrato nella mia personale top five di tutti i tempi e che continua a rimanerci, dopo molti anni ormai trascorsi da quel primo interminabile ed intenso assaggio : sogliola cotta nello champagne, salsa orzata e martini dry, porri stufati al limone. C’è tutto il concentrato di barbagliniana memoria in questo piatto. C’è personalità, c’è un fine ed elegante sbilanciamento gustativo verso l’acido e l’ amaro, c’è quindi l’esplorazione di gusti e sfumature tutt’altro che ruffiane ed appaganti, c’è senso della proporzione (per chi ha avuto modo di vedere e degustare il piatto). C’è l’irriverente e provocatorio rimando al classico, con una sogliola alla mugnaia trasformata e proiettata nel secondo millennio tramite l’esasperata rivisitazione della salsa al beurre blanc, con una sferzata nella direzione amaro-acida. Della ricetta originale è rimasto solo l’elemento/ingrediente principale, relegato a comprimario da una salsa comme il faut, in cui tutta la personalità del cuoco esce con prorompente vigore.

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Claude Bosi è lionese di nascita, parigino di formazione, ma londinese di adozione. La sua linea di cucina vede l’utilizzo di una serie di prodotti esclusivi del territorio anglosassone con l’innesto di alcune eccellenze provenienti dal resto del mondo, ovviamente cucinati come la grande tradizione francese comanda.
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Recensione Ristorante

Siamo nel centro di Torino, in una delle tante strette vie a senso unico tra piazza Solferino e piazza Castello, dal fascino senza tempo ma certo carenti in fatto di parcheggi comodi.
Il locale si presenta più come trattoria che come ristorante, con i suoi colori pastello, le tovaglie a righe e le sedie decisamente rustiche. I titolari hanno scelto una filosofia in grado di attirare i favori di una numerosa clientela: chi cerca un conto leggero col menù completo a 30 euro, chi vuole gratificarsi con piatti di qualità preparati con materie prime di livello (fra le quali abbondano i prodotti targati presidio Slow Food) e chi brama nuove emozioni nel bicchiere. Quest’ultimo punto possibile con una cantina decisamente declinata verso i vini provenienti da agricoltura biologica e biodinamica, grazie anche al legame che unisce uno di loro alla cascina Tavjin. (altro…)

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Chamonix. Mont Blanc. La cittadina è un omaggio consumistico al Dio della montagna.
Di tipico, infatti, sembra proprio esserci ben poco qui. Dove ogni esercizio è al servizio degli amanti dell’alta quota come pure dei turisti occasionali, che, in una domenica assolata, invadono come sciami le stradine del paese. Ogni sorta di gioia alpina, infatti, è proprio qui a portata di funicolare, e per chi non si accontenta affatto di fugaci fondue savoiarde, tartiflette o reblochonnade di sorta, disponibili in ogni dove, sono presenti un paio di indirizzi cui fare riferimento.
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Una cucina creativa internazionale ma allo stesso tempo italianissima, eseguita in maniera esemplare e ben presentata. Così si può definire la cucina di Claudio Sadler, uno dei “cuochi manager” di maggiore successo del Nord Italia, uno di quelli che, pur addentrandosi con successo in diversi business legati alla ristorazione (vedi il sempre affollatissimo Chic’n Quick, adiacente al ristorante principale), ha sempre saldamente confermato le aspettative qualitative del suo ristorante principale.   (altro…)