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Passione Gourmet Live @ Wine Cube

Vino
Recensito da Leila Salimbeni

Il “Wine Cube” di Partesa for Wine

Nel gioco del poker il banco vince sempre e, chi gioca, sa che non è tanto una questione di fortuna ma di risorse. Nel mondo della distribuzione del vino Partesa più essere considerato “il banco” più importante d’Italia ma, da qualche tempo, la società sta lavorando brillantemente per diventarlo anche dal punto di vista dell’importazione, che contempla numerose referenze dalla Francia (Bordeaux e Champagne, in particolare) e dalla Napa Valley, dove si avvale della consulenza di istrionici e solidissimi collaboratori come Charlie Arturaola, già giudice dell’American Fine Wine Competition, dei Golden Glass Awards e dell’International Wine and Spirit Challenge. Merito, senz’altro, di Heineken, diranno alcuni, cui Partesa appartiene, che è anche una società quotata in borsa con azioni in costante crescita. A questo alludiamo parlando, metaforicamente, s’intende, di “banco”, ma si cadrebbe in errore a credere che le ragioni dell’irrefrenabile ascesa di Partesa risiedano solo su fattori economici.

Da qualche anno, ormai, e con la decisiva strategia adottata da Alessandro Rossi, che di Partesa for Wine è il National Category Manager Wine, Partesa è diventata una compagine abitata, affollata, agitata e animata da esseri umani molto più che senzienti, anzi, decisionisti al punto da determinarne il corso e la reputazione giorno per giorno, con audacia, fermezza e lungimiranza.

Con lui è cominciata una nuova era della distribuzione italiana che, a vederla in prospettiva, non fa che arricchirsi e arricchire chi vi aderisce non solo da un punto di vista di risorse ma anche di relazioni e, di conseguenza, di cultura. Viene da chiedersi, del resto, come questo mattatore romagnolo che nel tempo libero offre la voce, e la creatività, a progetti come il primo podcast mai fatto sul vino e tuttora attivo, Deep Red Stories, o a format come il Fulgor Wine Theater (dov’è finita anche la sottoscritta, qui), trovi il tempo per gestire una macchina come questa che segna non solo numeri da capogiro (37.000 clienti in 15 regioni dove sono ubicati circa 40 depositi per oltre 7.000 referenze a catalogo) ma anche e uno stile che si colloca a metà tra il négoce francese, ovvero presente a 360° anche in materia di scelte di comunicazione, e una distribuzione ad alta efficienza logistica che dimostra per esempio in occasione del Wine Cube, ovvero una degustazione plenaria organizzata da tre anni in simultanea con la Milano Wine Week che è anche l’occasione per presentare al pubblico le nuove referenze in portfolio, referenze che meritano, va da sé, assoluta attenzione.

Tra queste spiccano Elizabeth Spencer, prima cantina Usa in catalogo, già artefice di vini di straordinaria precisione; Tenuta di Artimino coi suoi vini eleganti e passionali; Tenuta Montauto, che in Maremma produce Sauvignon (ma anche Pinot nero, oltre all’autoctono Ciliegiolo) di conclamato prestigio e incredibile nitore; oppure come gli imponenti e cesellati Sangiovese di Terra di Seta, e per finire con il nettare che sgorga dalla magnetica isola di Pantelleria, Sangue d’Oro, realizzato nientemeno che da Carole Bouquet.

Noi di Passione Gourmet abbiamo avuto il privilegio di poter seguire questa edizione del Wine Cube dall’interno, visto che sin dall’inizio ne siamo stati i media partner. Qui di seguito trovate le nostre interviste, le nostre sensazioni e le nostre considerazioni in merito.

Buona Visione!

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