Passione Gourmet Damini Macelleria e Affini, Chef Giorgio Damini, Arzignano (VI) di Roberto Bentivegna - Passione Gourmet

Damini Macelleria e Affini, Chef Giorgio Damini, Arzignano (VI) di Roberto Bentivegna

Ristorante
Recensito da Presidente

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

Difetti

Visitato il 08-2019

Recensione ristorante.
Ma questa è Disneyland!!
L’effetto che fa varcare questa soglia deve essere un po’ quello che proverebbe l’orso Yoghi a tuffarsi in un gigantesco barattolo di miele.
Tutto il meglio della produzione alimentare italiana, tutto quello che a noi malati fa andare giù di testa. Formaggi, carne, pasta, tonno, tutto. No, anche quello??!! Sì. C’è anche quello.

L’unica accortezza potrebbe essere quella di lasciare le carte di credito a casa, potreste farvi prendere la mano. E poi, chi la sente la moglie al ritorno??!
Se albergassero a Ferrara, nella mia città di adozione, penso sarei costretto a chiedere alla mia banca di canalizzare parte dello stipendio direttamente nel c.c. dei Damini Bros.
Anche per la travolgente simpatia di Gian Pietro, che ti verrebbe tanto voglia di invitarlo a fare bisboccia insieme in un giorno di chiusura del suo Regno.
Occhei, basta, penso di avervi messo in guardia, ho la coscienza a posto.
Ma si mangia anche in mezzo a tutte queste bocce e conserve di tonno??
Puoi dirlo forte! Una catena del gusto, che parte dal bancone, arriva in cucina e poi si rifionda sulla tua tavola.

Il locale si riassume in una parola: divertente. Con questo giustifico anche il voto alla cucina, forse leggermente generoso, ma ci è sembrato giusto premiare tutto quel lavoro che viene prima dell’accensione dei fuochi.
Poche pippe, poche analisi sensoriali: qui 3-4 ore volano in fretta, tra un culatello cotto e un formaggio di capra che semplicemente “non ce n’è”.
E poi lei, sua maestà la Limousine, che non sarà la Lola ma alta qualità è l’unica parola che conosce. Allevata in terra lumbarda da quella mano d’oro di Alfredo Parmegiano, ma nel modo in cui dice la Banda Fratelli, poi frollata, disossata e tagliata in casa.
Qualsiasi piatto a base di questa bestia si dimostrerà unico. Inevitabile all’uscita portarsi a casa quei 4-5 kg dal bancone, per riprovare queste gioie a casa, con l’aiuto di una bella brace. Non me ne abbiate, sono carente di Ferro, la carne mi serve, soprattutto questa qui.

Li hanno soprannominati i Roscioli del Nordest, ma mi sembra che questa connotazione carnivora abbia dato un bel marchio distintivo a Giorgio e Gian Pietro Damini.
La formula è appunto la scoperta dell’acqua calda. Ti fanno mangiare quello che poi puoi trovare al bancone. Il giro dei prodotti è assicurato e cala molto il rischio di giacenze.
Per il vino non c’è carta, ma una parete fornitissima e dagli ottimi prezzi dove scegliere direttamente. Occhio però, non tutti i prezzi etichettati sono corretti, vale la pena chiedere.


Noi che già avevamo puntato il navigatore verso il Pinot Noir di Borgogna, siamo stati convinti dall’Oste Gian a deviare verso le dolci colline toscane.
Un nome, un mito: Gianfranco Soldera. Ma stavolta non con il format Brunello. Un esemplare diverso, datato 2005, il Pegasos.

100% Sangiovese, what else?
Alla prima annusata si è sentita tutta l’eleganza dei vini di Soldera. Aspettavamo però una evoluzione nel bicchiere che, ahinoi, nelle 3 ore e mezza del pranzo, non c’è stata. Il vino è rimasto seduto dall’inizio alla fine. E’ sembrato perfino più evoluto rispetto alla sua giovane età.
Peccato, sarà per la prossima. Comunque non ne è rimasta una goccia nella bottiglia, che è sempre un segnale importante, anzi, forse il più importante.
Beh, un assaggino dalla salumeria non te lo vuoi fare?

Bresaola, San Daniele, Novecento (da un recupero di pezzi di mortadella), Mortadella, Culatello cotto. Uno sballo. Vanno a braccetto con una splendida giardiniera di verdure (forse un pochino dolce?) dove ogni sapore è ben preservato.

E la verdura l’ho mangiata, occhei mamma?!?
La Limousine ci aspetta….e vai di tartare!!

Capitolo primo: al naturale, per conoscersi. Capitolo secondo: con soia e wasabi, scatta la mano intorno alla spalla. Capitolo terzo: con aceto balsamico tradizionale, si limona di brutto. A fare da guardoni un pesto siciliano, uno all’aglio di montagna e un pizzico di senape, ma se non ci fossero stati non se ne sarebbe accorto nessuno.
La pasta non deve mancare, qui rappresentata da maccheroncini con faraona anacardi e piselli:

buoni, ma niente di più, perché leggermente slegati con il condimento.
Ancora godimenti dalla manza nostra, sposata con una bruschetta al pomodoro, cipolla e aceto.

Notare la cottura, divina.
Poi arriva il DamBurger e non si scherza più.

Si può partire da lontano per questo stupefacente qui. Crea dipendenza, abbinato a un purè di patate dal sapore intenso. Tranquilli, si può anche portare a casa, qualche amico a cui farlo assaggiare ce lo avrete di sicuro. Magari apparecchiato di pane, formaggio e pomodoro…Ammmericano Burgeromane, ma ‘ndo vai se non hai mai assaggiato questo!!??
Si può salire ancora? Sì, con un guanciale di manzo e fuà grà di Perbelliniana memoria, qui però personalizzato da un purè con un tocco di nocciola che gli mette davvero il turbo.

Bravo Giorgio.
Chiudiamo con un “assaggio” (??!) di formaggi, dove svetta quello sul fondo, un Asiago dimenticato in cantina e ritrovato bello e buono come non mai.

Un dolcino? Se insisti…
Una granita al sedano

Una Meringata carica di frutta, giusto per riequilibrare il rapporto fibre-proteine (seee, credici…)

Come stiamo bene ragazzi….

il pregio : sua maestà Limousine. Il T-Rex avrebbe preso residenza ad Arzignano.

il difetto : il Pegasos ha perso le ali.

Damini Macelleria e Affini
Via Cadorna 31, Arzignano (VI)
Tel. 0444.452914
Orari di apertura:
Mar-Sab dalle 8.30 alle 23
Domenica dalle 8.30 alle 15
Prezzo medio: 50 euro

www.daminieaffini.com

Visitato nel mese di Maggio 2011

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Roberto Bentivegna

7 Commenti.

  • Roberto19 Marzo 2012

    Io ho frequentato solo la macelleria, cinque o sei volte, checchè se ne dica non sempre hanno fatto centro, un paio di volte le fiorentine e le costate non erano state rifilate dal grasso e avevano una parte centrale, quella più nobile, molto esigua, il resto era tutta quella parte attorno gommosa che io personalmente non mangio, che la carne abbia venature di grasso è necessario, ma quella parte lì di chewing gum zero!!! Cucino fiorentine alla brace ogni settimana con gli amici da 10 anni ormai, non sono il primo arrivato, per quasi 30 euro al chilo non ammetto errori!!! Altre volte era molto buona, ma io non rischio, a questi prezzi poi. Il maiale ok, non male, ottime le salsicce. Le bistecche di roast-beef, 30 euro al chilo, una volta super, un'altra ha rilasciato un mare di sangue sul piatto, delusione. I prodotti della gastronomia sono ottimi, ricercati, quanto di più buono uno possa trovare, però i prezzi sempre un po' troppo alti, ti chiedi se ne vale la pena, specie per prodotti poco conosciuti di cui non sai valutare la qualità e non hai un metro di giudizio su quanto possono costare realmente. Beh, per i vini modestamente un bel metro di giudizio ce l'ho...specie di quelli del triveneto, delle bollicine in generale e dei classici italiani. Rispetto alle altre enoteche, e ne giro parecchie conoscendone bene i prezzi, ho riscontrato una media del 20% in più a bottiglia, lì valore aggiunto non lo possono dare e trattandosi di bottigli quasi tutte importanti, perchè devo dare quei 5, 10, 20 euro in più rispetto alla media? Attenzione, se al ristorante praticano i prezzi del negozio sui vini allora sì sarebbe ottimo, se si pensa che al ristorante le bottiglie si pagano anche il doppio che in enoteca. Se questo è il negozio, mi chiedo se il ristorante valga la pena di essere provato, perchè la soddisfazione non ha prezzo, ma strapagare le cose non piace a nessuno, anche se si tratta di prodotti d'eccezione come quelli che si trovano in questo locale. Se poi mi arriva una carne come non si deve, guai!!!

  • Massimo Barbolini19 Gennaio 2012

    Grazie per l' ennesima dritta. Domenica mi siedo ai loro tavoli!

  • Carlo19 Settembre 2011

    ma alla sera la carta c'è? sunto del dialogo fra me e la cameriera "vorrei un piatto di salumi e formaggi" (sai com'è, la sera sarò "di turno", meglio tenersi leggeri), mia moglie ordina la battuta, ottima ma inferiore per me a quella di Motta.. "ne vuole un assaggio anche lei, di salumi"? beh sì magari li assaggio, fa lei. Risultato. 1 piatto di salumi ed uno di formaggi, entrambi evidentemente per 2 persone, ed euro 56, dico 56 per la richiesta di UN piatto di salumi e formaggi ed un assaggio. Carogna non ancora smaltita dopo 2 giorni. Comunque i salumi meritavano, soprattutto carne salata e pancetta. Buoni ma non sconvolgenti i formaggi Risultato, la prossima volta che non vedo una carta mi alzo e me ne vado.

  • Nicola Cavallaro11 Giugno 2011

    posto straordinario a parere mio ... ce ne fossero a milano :)

  • Il Guardiano del Faro10 Giugno 2011

    Bello è, però di poco, di poco, tra gli ultimi pubblicati mi sembra un pelino meglio quell'artigiano di Arbois che andrò a trovare a fine mese ;-) questione di sfumature.

  • Puccio10 Giugno 2011

    Godo.

  • Albertone10 Giugno 2011

    Datemi una tenda canadese da piantare fuori dal locale... Solo quando avrò raggiunto la totale illuminazione, e se non mi sgomberano prima le forze dell'ordine come barbone di lusso me ne andrò.... Questo posto non sarà il paradiso...... ma anche all' inferno non si sta poi così male...

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