IN BREVE
Pregi
  • Una cucina di mare schietta e profonda.
  • Una carta dei vini interessante, prevalentemente sicula.
  • La simpatia coinvolgente della titolare Giada.
DIFETTI
  • La leggera staticità del menù, con le medesime proposte o quasi.

Il mare del commissario Montalbano, in Sicilia, ci regala una trattoria sincera e schietta, a Scoglitti

Siamo nel territorio dell’antica Ibleide, quel lembo di terra siciliana situata a sud-est che è identificabile con le provincie di Ragusa e Siracusa e patria, oltre che di ottimi vini e oli, anche del Montalbano cinematografico.

Punta secca, la sede della casa del commissario, è poco distante da qui. E a Scoglitti, piccolo borgo di pescatori del ragusano, ha sede un ristorante che ha fatto la storia di questa città, il Sakkalleo. Pasquale Ferrara purtroppo ci ha lasciato, ma nel solco della sua memoria la moglie Pinuccia ma sopratutto la figlia Giada portano avanti intatta e ininterrotta la tradizione di un luogo che ha costruito il suo mito grazie all’incredibile freschezza e genuinità della materia ittica, qui proposta con semplicità e con ricette pressoché immutate nel tempo.

Ecco quindi partire il trionfo di crudi, tutti freschissimi e incredibilmente intensi, che fanno da apripista ad una compilation di antipasti cotti di tradizione siculo-marinara, che vi faranno atterrare, se la vostra cilindrata gastrica ve lo consente, ad ottimi primi, come i nostri spaghetti bottarga-mollica e vongole, o altrettanto straordinari fritti misti e grigliate di pesce misto come secondo.

Dolci semplici ed elementari, una cantina interessante e quasi esclusivamente centrata sulla Sicilia a bacca bianca, un servizio celere e discretamente curato fanno sì che il Sakkalleo sia diventato un punto di riferimento per la cucina di pesce della zona. E non solo, considerando che molti sono i clienti che non esitano a percorrere diversi chilometri per venire qui, a Scoglitti, a degustare il mare più puro ed intenso.

La galleria fotografica:

Visitato il 01-2018

A proposito dell'autore

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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