IN BREVE
Pregi
  • Una tavola che non delude mai
DIFETTI
  • In una sola visita non si riesce ad assaggiare tutto

A San Giovanni in Persiceto, paesotto a metà strada fra Modena e Bologna, c’è un’osteria-trattoria o forse ristorante, che mette d’accordo tutti, gourmetPersona di palato fine, esperto in vini e vivande. Termine combacia attualmente con un'idea creativa e avanguardista applicata al mondo gastronomico.... e gourmandPersona amante della buona tavola, in particolare delle preparazioni di stampo classico, un cultore della gola. Ghiottone...., giovani e meno giovani, famiglie e single. In definitiva chiunque ami la buona tavola, i buoni vini e la convivialità trova qui il proprio piccolo Eden.
Il locale ricorda in tutto per tutto la classica osteria di paese della bassa con, all’entrata, l’angolo bar e il tavolo della briscola. Poi due minute salette arredate sobriamente con tavoli piccoli e molto ravvicinati ed infine il camino dove viene cotto tutto quello che un carnivoro convinto può desiderare.
Fiorentine, salsicce, grigliate, frattaglie, piccioni, grazie al fuoco e alla mano esperta dello chef Franco prendono la forma di piatti completi e appaganti.
Ma l’osteria del Mirasole non è soltanto il paradiso dei golosi della carne, ma anche il luogo di perdizione per gli amanti dei primi piatti della tradizione, bolognese in primis, ma non solo.
Come si può resistere alle ormai mitiche tagliatelle al ragù di cortile? Perfette nella loro veste giallo oro, spesse il giusto e porose quanto basta per dare risalto a quel capolavoro di ragù che ricorda per sapore e intensità quello delle nonne e delle mamme, ma che rispetto a quelli di una volta risulta molto più leggero e digeribile. Ecco il vero concetto di tradizione in movimento, la riproposizione di antiche ricette realizzate, però, con tecniche moderne.
Lussuria pura sono anche le lasagne verdi alla bolognese, ricche di ragù e parmigiano al punto giusto e con quella crosticina croccante che è il segno distintivo di ogni lasagna che si rispetti.
Ma il piatto che ci ha definitivamente conquistato è stato quello all’apparenza più banale e cioè il fegato di maiale cucinato allo spiedo nella sua rete insieme alle foglie d’alloro che, grazie all’ottima qualità della materia prima, alla cottura perfetta al giusto rosa, al profumo del lauro dosato come si deve, ci ha piacevolmente impressionato.
Completa e interessante la carta dei vini che dà il giusto risalto ai prodotti locali, ma contiene anche etichette italiane ed estere di spessore, frutto di scelte ragionate e proposte al giusto rapporto qualità/prezzo.
Un plauso, infine, al servizio di sala che con competenza e un sorriso si prenderà cura di voi lasciandovi soltanto l’onere di non esagerare con le troppe tentazioni di un menù che induce al peccato e all’ingordigia.

Il pane

Le crescentine

Ricottina

La lasagna verde alla bolognese

Cipolla ripiena di fegato di coniglio

Le mitiche tagliatelle

Spiedini impanati di agnello con patate

Spiedo di fegato di maiale cotto nella rete ed alloro

Zuppa inglese

Sfogliatina di mele

Visitato il 03-2013

2 Risposte

  1. Alan

    Ho prenotato proprio settimana scorsa un tavolo per 2 persone per la fine di marzo… Sarà la mia prima visita e non vedo proprio l’ora di provare questa trattoria…
    Mi é stata consigliata da Beppe Palmieri, maître d’ dell’Osteria Francescana e avevo già anche letto la vostra rtecensione del 2012 che mi aveva ispirato molto…
    Questa recensione non fa che crescere in me la voglia di provare questa trattoria tra 2 settimane… Non vedo l’ora! 🙂

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  2. pocy

    Goduria,libidine,passione…..insomma quando si dice star bene a tavola…
    Uno dei miei luoghi del cuore.

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