Piazza Duomo

VALUTAZIONE

Cucina Moderna

19/20

OSPITALITÀ

19/20

PREGI
Una grandissima cucina vegetalcentrica, leggera ma persistente.
Il servizio, giovane e molto preparato.
La carta vini enciclopedica e gli interessantissimi percorsi degustazione.
DIFETTI
Prenotare con largo anticipo, soprattutto durante la stagione del tartufo.

l’orto come punto di partenza

Che la cucina di Enrico Crippa fosse ortocentrica è pressoché scontato. D’altronde è da anni che ce lo racconta attraverso piatti iconici come l’Insalata 21, 31, 41, riflesso di una simbiosi gastronomica tra lo chef e l’enorme orto del ristorante. Meno scontato, invece, è il desiderio continuo di ricercare nuove chiavi di lettura di quello che, nel tempo, si è identificato come il suo stile. E forse è proprio questa tensione costante verso nuovi equilibri a spiegare perché il nome di Crippa e quello di Piazza Duomo occupino ormai un posto stabile nel Wall of Fame della ristorazione mondiale. Perché qui il vegetale non è mai un manifesto ideologico né una moda passeggera.

 È il centro di gravità di una cucina costruita nel tempo, stagione dopo stagione, grazie a un lavoro certosino condiviso con la famiglia Ceretto e con una brigata che ha saputo trasformare il vegetale in uno strumento espressivo unico. Una cucina che oggi appare più luminosa che mai, capace di coniugare profondità e leggerezza, intensità e slancio, senza cedere alla tentazione dell’autocompiacimento.

L’esperienza

L’immenso Antipasto Piemontese apre il percorso con diciotto passaggi che condensano tutta la ricchezza dell’orto in una sequenza sorprendente per varietà. Piselli e risotto allo zafferano rilegge uno dei piatti simbolo di Gualtiero Marchesi spostandone il baricentro verso una dimensione vegetale inedita, mentre Rombo e salsa scapece compie un’operazione quasi opposta, relegando il pesce a comprimario di lusso all’interno di una costruzione che parla soprattutto di acidità, erbe, e sfumature aromatiche, con i piselli al centro, a simulare la textura del riso. Cipollotto e salsa mole e gli altri piatti del percorso confermano una cucina che continua a interrogarsi sul vegetale senza mai risultare didascalica. Il tutto sostenuto da una sala di livello assoluto, guidata da professionisti giovani ma già maturi come Luis Diaz e Jacopo Dosio, capaci di accompagnare il cliente con competenza e naturalezza. 

Da non perdere il progetto Sorsi, un lavoro intelligente e personale sugli abbinamenti che aggiunge un ulteriore livello di interesse a un’esperienza che continua a rappresentare uno dei riferimenti più solidi dell’alta cucina contemporanea.

IL PIATTO MIGLIORE:

Piselli e Risotto allo Zafferano

La Galleria Fotografica:

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Picture of Alberto Cauzzi

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E' stato il vice direttore della guida ristorante de L'Espresso per gli anni 2023 e 2024. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

3 Comments

  1. filippo ha detto:

    Da neofita la tavola del Piazza Duomo assomiglia sempre più a quella de El Bulli..

  2. Gianni Rigoni ha detto:

    neanche per idea anche se non sono mai stato a piazza duomo

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VALUTAZIONE

Cucina Moderna

19/20

OSPITALITÀ

19/20

PREGI
Una grandissima cucina vegetalcentrica, leggera ma persistente.
Il servizio, giovane e molto preparato.
La carta vini enciclopedica e gli interessantissimi percorsi degustazione.
DIFETTI
Prenotare con largo anticipo, soprattutto durante la stagione del tartufo.

INFORMAZIONI

PREZZI

Menù degustazione a 290€ e a 350€

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