Ci sono vini che sorprendono per la loro immediatezza. Altri che conquistano con il tempo, rivelando lentamente tutta la profondità del loro carattere. Il Surge Derthona de La Stellara può esser considerato il perfetto punto d’incontro tra i due mondi.
Si tratta, infatti, di un Timorasso che interpreta con autenticità una delle denominazioni più affascinanti del panorama enologico piemontese, restituendo nel calice tutta la complessità di un vitigno che negli ultimi decenni è diventato il simbolo dei Colli Tortonesi. Un bianco di struttura, capace di coniugare tensione, mineralità e profondità aromatica con la stessa autorevolezza dei grandi vini bianchi europei e, al contempo, farsi apprezzare per la spericolata bevibilità.
La Stellara
Il Surge nasce nel cuore dei Colli Tortonesi, in un territorio che negli ultimi trent’anni ha vissuto una vera rinascita viticola proprio grazie al Timorasso. Le vigne de La Stellara sorgono su colline caratterizzate da suoli calcareo-marnosi ricchi di fossili marini, capaci di conferire ai vini una marcata impronta sapida e una straordinaria eleganza. L’altitudine, le importanti escursioni termiche tra giorno e notte e la costante ventilazione consentono una maturazione lenta e completa delle uve, preservandone al tempo stesso acidità e patrimonio aromatico. È un ambiente che sembra modellato su misura per questo vitigno, storicamente coltivato in queste colline e oggi considerato una delle più interessanti espressioni della viticoltura italiana. La filosofia aziendale è quella di accompagnare il vigneto senza forzature, lasciando che sia il terroir a raccontarsi. Le basse rese, la raccolta manuale e la selezione accurata delle uve permettono di ottenere grappoli perfettamente maturi, nei quali concentrazione e freschezza convivono in un equilibrio raro.
La vinificazione che valorizza il Timorasso
Anche in cantina l’approccio è improntato al rispetto della materia prima. Dopo una pressatura soffice, la fermentazione avviene a temperatura controllata, preservando l’integrità del patrimonio aromatico del vitigno. Il vino prosegue poi il proprio percorso con un affinamento sulle fecce fini, durante il quale acquisisce volume, complessità e profondità senza perdere quella vibrante tensione che rappresenta una delle caratteristiche distintive del Derthona. Il risultato è un bianco che evita qualsiasi eccesso tecnico, lasciando emergere con naturalezza la personalità e l’identità del territorio.
La degustazione
Nel calice il Surge si presenta con un luminoso giallo paglierino attraversato da riflessi dorati. Il bouquet alterna nota di gesso a una bella camomilla secca, molto interessante, accostata a una albicocca non troppo matura. C’è anche una punta del nocciolo dell’albicocca, quindi una un’armellina, con una punta di amaro che infonde profondità e tridimensionalità. È un profilo olfattivo elegante, mai esuberante, che acquista profondità con l’ossigenazione.
L’assaggio conferma tutte le promesse del naso. Il sorso è pieno, avvolgente e materico, ma sostenuto da una freschezza vibrante che ne allunga continuamente la progressione. La componente minerale accompagna tutta la degustazione, regalando precisione e slancio, mentre il finale è lungo, sapido e persistente, con eleganti ritorni agrumati e una raffinata sfumatura mandorlata. È uno di quei vini che riescono a coniugare ricchezza e verticalità, offrendo fin da giovani una straordinaria piacevolezza ma lasciando intuire un importante potenziale evolutivo.


La catalana
La struttura del Timorasso permette abbinamenti che vanno ben oltre la classica cucina di mare. Il Surge accompagna con disinvoltura crostacei, pesci nobili, preparazioni al forno e piatti caratterizzati da una certa complessità aromatica. Tra le tante possibilità, però, ce n’è una che ne valorizza in modo particolare tutte le sfumature: la catalana.
È un incontro giocato sull’equilibrio piuttosto che sul contrasto. La dolcezza naturale di gamberi, scampi, astice e molluschi trova nella freschezza del Timorasso il contrappunto ideale, mentre la componente sapida del vino amplifica quella marina del piatto senza mai coprirla. Le note agrumate e floreali dialogano con la freschezza delle verdure crude e con il condimento a base di olio extravergine e limone, creando un insieme di grande armonia. La consistenza importante del vino, infine, permette di sostenere la ricchezza della preparazione, evitando che il sorso risulti troppo esile o venga sovrastato dalla materia del piatto.
È proprio in abbinamenti come questo che il Surge Derthona rivela tutta la propria statura. Non è soltanto un grande bianco piemontese, ma un vino capace di trasformare una preparazione apparentemente semplice come una catalana di pesce in un’esperienza gastronomica completa.










