Oasis

VALUTAZIONE

Cucina Classica

16,5/20

OSPITALITÀ

18/20

PREGI
Tempi di servizio perfetti, accoglienza e intensità dei sapori.
Flessibilità estrema dell’offerta.
DIFETTI
Illuminazione della sala.

Un grande futuro dietro le spalle

Si dovrà necessariamente cominciare dalla fine. Da quando uscendo per riprendere l’automobile non si potrà fare a mano di pensare che se il mondo corre, ogni tanto vale pena scendere e che quel conto che alla fine del pranzo arriva in tavola non è un risultato di una addizione del costo dei piatti che hai appena terminato, talvolta pulendoli con il pane.

Qui, all’Oasis, nella vallata punteggiata dalle pale eoliche e resa famosa da questo ristorante, si ribaltano le prospettive e si comunica un modo di stare al mondo. 

La famiglia Fischetti

L’accoglienza innanzitutto, di quelle che andrebbe insegnata a memoria, senza ingessature ma di un garbo senza pari, un talento che pare magicamente essere ereditario. La sala poi, che rifugge le scenografie imperanti di design minimalista e ricrea l’idea del “salotto buono” quello accessibile nelle case di una volta solo per le grendi occasioni.

La sostanza infine, quella dei tanti percorsi gastronomici suggeriti, confortevoli ed identitari, che svelano il carattere di queste terre lontane sia dal mare che dalle cime di montagna. Sapori intensi ed assoluti che si introducono con la Tartare vegetale e esplodono nelle Zuppe, imperdibili come questa di castagne, foglie, fagioli e cacao. Equilibri più complessi come il Tubetto, porro con mandarino e alici dove si rincorrono le note dolci e affumicate del vegetale, l’acidità dell’agrume e quelle sapide del pesce azzurro o ancora del Vitello con carote con quel pungente che non ti aspetti dello zenzero marinato.

Pagine di uno stesso libro, tutte scritte bene, che vedono anche nell’epilogo dolce la presenza del luogo e della memoria con un Caciocavallo arrostito inebriato dal tartufo e come glassato con gli zuccheri delle pere. Qualora non bastasse a corredo ecco una carta dei vini con profondità dimenticate e ricarichi da enoteca con la quale poter soddisfare qualsiasi voglia. Il ristorare è questa cosa qui.

IL PIATTO MIGLIORE: Zuppa di castagne.

La Galleria Fotografica:

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Picture of Giampiero Prozzo

Giampiero Prozzo

Architetto napoletano della metà degli anni ’60. Vittima felice delle conseguenze dell’amore. Per i viaggi. Dunque leggere, esplorare, ascoltare, fotografare, comprendere, assaggiare o della sola azione che le compendia magnificamente tutte: mangiare e bere. Ovunque. Dopo, raccontare di un pranzo, sarà un nuovo modo per parlare del mondo.

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VALUTAZIONE

Cucina Classica

16,5/20

OSPITALITÀ

18/20

PREGI
Tempi di servizio perfetti, accoglienza e intensità dei sapori.
Flessibilità estrema dell’offerta.
DIFETTI
Illuminazione della sala.

INFORMAZIONI

PREZZI

Menù degustazione a 95 €, 85 €, 75 € e 40 €. Prezzo medio alla carta 90 €

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