IN BREVE
Pregi
  • Una solida cucina di impronta tradizionale.
  • Carta dei vini con ricarichi più che onesti.
  • Il rapporto qualità-prezzo.
  • La possibilità di acquistare ottimi prodotti.
DIFETTI
  • La cucina nel complesso potrebbe essere un pò più curata.
  • Ferma restando la necessità di proporre i piatti classici, qualche novità in più in carta non guasterebbe.

Un posto che riassume perfettamente lo spirito e l’idea di Trattoria

La Riserva naturale delle Valli del Mincio, il fascino struggente della Bassa Padana, terra umida, nebbiosa, terra di fiumi e di incantevoli piccoli centri come Grazie, frazione di Curtatone, qui troverete il bel Santuario delle Grazie dalle tipiche fattezze gotico lombarde e qui troverete la Locanda delle Grazie, un posto nel quale si sta come a casa.
Si, quante volte per descrivere un ristorante abbiamo sentito utilizzare quest’espressione. Quasi una frase fatta, ma non nel caso della Locanda delle Grazie. Questo è un posto in cui ci si sente davvero a casa.
Qui, Fernando Aldighieri propone da anni la sua cucina che è la cucina della tradizione mantovana in maniera semplice, schietta, senza concessioni alle mode. La sfoglia si tira ogni giorno, ogni giorno si sfornano pane, focacce e grissini che accompagnano degnamente i sempre numerosi ospiti (la prenotazione è indispensabile!) che qui cercano ristoro dopo una gita nelle terre di Virgilio – Mantova è davvero ad un tiro di schioppo – o che qui vengono apposta per ritrovare una cucina che scaldi il cuore.
La zona è gastronomicamente ricca e di antiche tradizioni, come sappiamo, e qui è possibile trovare l’intero scibile del buon mangiare mantovano: dal pesce d’acqua dolce, alla zucca, dal cotechino allo stracotto d’asina, fino alle paste ripiene, vanto della casa.
E così, da una Carta che sembra quasi ostentare orgogliosamente la propria immobilità, ecco arrivare in tavola i piatti di sempre: Tortelli di zucca perfettamente equilibrati, né troppo dolci, né troppo sciapi, corposi ma non pesanti, succulenti Maccheroncini allo stracotto di somarina, un impegnativo Cotechino con crauti ed un discreto Luccio in salsa verde con polenta. Una cucina tutta sostanza, non molto attenta all’estetica dei piatti e non sempre curatissima nelle esecuzioni, proprio come a casa.

Cucina casalinga di preparazioni della memoria che, purtroppo, nelle case si cucinano sempre meno

E allora è bello venire in posti sinceri come questa bella Locanda per ritrovare i sapori di un tempo sentendosi un po’ come in famiglia.
In sala l’esuberanza e il calore di Daniela Bellintani, locandiera di grandi capacità comunicative, dai modi genuini e diretti supervisiona ogni cosa in modo che tutto funzioni al meglio anche quando, come molto spesso fortunatamente accade, il locale è pienissimo.
Carta dei vini non ampissima ma dai ricarichi più che corretti e buoni dolci tutti di produzione propria.
Da menzionare, infine, il fatto che la Locanda è anche bottega ed è possibile acquistare molti prodotti tradizionali. In particolare, Sbrisolona e Mostarde “maison” davvero ben fatte.

Galleria Fotografica:

 

Visitato il 12-2017

A proposito dell'autore

Giovanni Gagliardi

Avvocato gourmet napoletano emigrato a Milano. Seguace del Buono in ogni sua espressione, della stagionalità, del rispetto delle tradizioni e del contesto culturale e territoriale in cui ogni cucina anche d'avanguardia deve esprimersi. Adora le innovazioni purchè siano emozionanti, e l'Alta cucina, ma solo se la A è maiuscola, convinto che per andare oltre la tradizione un cuoco necessiti di tanto talento.

2 Risposte

  1. Lauro Ghizzoni

    In effetti si fatica a trovare difetti:il rapporto qualita’-prezzo mi sembra insuperabile,la varieta’ delle proposte mi sembra sufficentemete ampia,per sopperire alla scarsezza di novita’

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    • giovanni gagliardi

      Sicuramente il rapporto qualità prezzo è buono.
      Ciò detto, tenga presente che il voto non è pienissimo. Diciamo che per essere considerata una delle osterie TOP d’Italia come molto spesso si sente e si legge in giro, a nostro giudizio, sarebbe necessaria più cura nell’esecuzione dei piatti.
      Ad Majora

      Rispondi

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