San Cresci

IL NOSTRO GIUDIZIO

Chianti Classico DOCG Gran Selezione David 2020

Vini Rossi
91

Chianti Classico DOCG Gran Selezione David 2019

Vini Rossi
90

Becherale Toscana IGT Rosso 2022

Vini Rossi
89

Chianti Classico DOCG Riserva 2021

Vini Rossi
89

Chianti Classico DOCG 2022

Vini Rossi
87

Laura Toscana IGT Rosso 2024

Vini Rossi
86

La Toscana di una volta

Percorrendo quella porzione di Toscana che da Firenze verso sud arriva a Greve in Chianti, si attraversano località assai note, come Impruneta, il Castello di Verrazzano. Sono le strade del Chianti che offrono scorci tipici, le iconiche colline che una volta si stampavano sulle cartoline. Filari di cipressi lungo stradelle che raggiungono ville in pietra, oppure dal tipico intonaco toscano fra il giallo chiaro e il beige. Poi si attraversa una porzione di bosco, quindi ritornano campi di olivi alternati a filari di viti. Lungo le strade si passano gli agglomerati urbani con le tipiche sequenze delle case a schiera toscane, ricordi di un rinascimento di grande ricchezza. Sull’altro versante, passando per la superstrada che scende a Siena, la maestosa e silente presenza del cimitero americano restituisce la triste pagina di storia della seconda Guerra Mondiale e i suoi caduti per liberare Roma. Parallela corre via Scopeti che fa tornare alla memoria gli anni del mostro di Firenze. Più a sud, dopo San Casciano, la collina che offre lo scorcio della monumentale cantina Antinori in Chianti Classico ci riporta alla vita scintillante dei giorni nostri, al turismo enogastronomico dei grandi numeri. 

Fra un poggio e l’altro, si arriva a San Cresci, una antica pieve in parte diroccata che mostra una Toscana un po’ dimenticata dal mondo. Se si raggiunge Pieve di San Cresci da sud, allora la sensazione di essere fuori dal circuito turistico principale è ancora più forte. Passando da Panzano, ben presto si attraversa un fitto bosco, poi si incrocia via Case Sparse, un nome che parla chiaro e ben presto la strada diventa bianca: fine dell’asfalto. La valle del Becherale si fa stretta, però di qua e di là ulivi e viti ci tengono legati alla civiltà. Un bivio finisce subito alla casa della famiglia Ballini che da alcune generazioni conduce l’azienda agricola San Cresci. Le ricerche effettuate nell’archivio parrocchiale fanno risalire la famiglia Ballini in questo podere dal 1856; erano terre della curia, passate poi ai Ballini sul finire della mezzadria, circa negli anni ‘60. La Pieve di San Cresci risale a poco prima dell’anno Mille, solo in parte restaurata dalla Diocesi di Fiesole negli anni ’90. Oggi papà Sergio con i figli David e Laura portano avanti la piccola cantina.

Gli assaggi

Laura Toscana IGT Rosso 2024

14% Vol. È il vino base della cantina, composto in percentuali variabili dalle uve del Chianti Classico. Si presenta di colore rosso rubino piuttosto intenso, impenetrabile. Giovane, pensato per essere bevuto subito, in attesa che il fratello maggiore David Gran Selezione sia pronto. Olfatto fruttato, tuttavia ancora in parte inespresso, al palato concede astringenza e vigore. Voto: 86/100.

Chianti Classico DOCG 2022

14,5% Vol. Da uve Sangiovese al 90%, poi Merlot e Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon. Trascorre fino a due anni in botti grandi, dentro alle anguste cantine sotto la chiesa, muovendosi in piccoli ambienti anche dai soffitti bassi. Il colore fra il rubino e il carminio lascia poca luminescenza. Al naso cresce la complessità, oltre al frutto che si percepisce più maturo e lievemente scaldato dall’alcol, arriva una nota più vegetale e vibrante, che si traduce in una maggiore freschezza al palato. Voto: 87/100.

Chianti Classico DOCG Riserva 2021

14,5% Vol. Da uve Sangiovese, questa Riserva affina in tonneau e barrique per un anno che ampliano lo spettro olfattivo verso note moderatamente speziate, con un retrolfattivo lievemente balsamico. Il colore resta allineato agli altri vini, se non per una parte più esterna del calice che vira lievemente al porpora, a testimoniare un vino ancora in evoluzione e di buona annata. Palato più intrigante, supera l’astringenza con una successiva finale verticalità spostata su note di buona acidità. Voto: 89/100.

Chianti Classico DOCG Gran Selezione David 2020 e 2019

14,5% Vol. Omaggio al figlio David, oltre che al David di Michelangelo mostrato in filigrana sull’etichetta frontale. Torna una piccola percentuale di Merlot e Cabernet Franc, a seconda delle annate. Alcol e astringenza si fanno sentire caratterizzando un vino forte, corposo anche nel colore che nella 2019 mostra qualche ombreggiatura granata, ambrato scuro. I tannini qui raccontano l’espressione di un Chianti Classico nel senso più tradizionale, ingentilito dall’apporto del legno seguendo il medesimo affinamento del Riserva. In questi assaggi l’annata 2020 supera la ’19 per una maggiore eleganza complessiva. La buona persistenza, per entrambi, rimanda sempre al Chianti old style. Voto 2020: 91/100. Voto 2019: 90/100.

Becherale Toscana IGT Rosso 2022

15% Vol. Un progetto diverso, che può essere una sorta di Supertuscan della cantina. È una cuvée di Cabernet Sauvignon, Franc e Merlot in parti uguali. L’affinamento è svolto in tonneau e barrique per un anno. L’alcol presente restituisce una sensazione olfattiva iniziale di ciliegia sotto spirito, amalgamata da alcuni sentori di spezie e tabacco a parziale complemento del bouquet inizialmente anche un poco erbaceo. Il palato è anche in questo caso influenzato dall’astringenza, dalla parte tannica che rimane in equilibrio con i riverberi di freschezza della persistenza finale. Voto: 89/100.

Se fosse un film, la sequenza di un flashback riporta a un mondo che pensavamo scomparso. Potrebbe essere in bianco e nero, mostrandoci un neorealismo d’annata. Tutto questo ha un suo fascino, ci si sente un po’ fra fine anni ’70 e primi ’80, quando Monicelli da queste parti girava Amici Miei. San Cresci fa riportare indietro le lancette del tempo e questo, tutto sommato, fuori dalla legge dei grandi numeri e della frenesia quotidiana, non è per niente male.

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Thomas Coccolini Haertl

Architetto e Sommelier (AIS, dal 2017), si è occupato di progettare gli stand di Ferrari F.lli Lunelli, Gruppo Mezzacorona, Sartori, Bertani Domains, Cantina di Soave e altri, al Vinitaly e non solo. Oggi collabora con testate giornalistiche specializzate come Spirito diVino, Vertigo Magazine e WineStop&Go. Assiduo frequentatore di cantine, crede nella multisensorialità quale aspetto fondamentale del vivere quotidiano.

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Chianti Classico DOCG Gran Selezione David 2020

Vini Rossi
91

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Vini Rossi
90

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Vini Rossi
89

Chianti Classico DOCG Riserva 2021

Vini Rossi
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