IN BREVE
Pregi
  • Servizio attento e non invadente.
  • Ottimo rapporto qualità/prezzo.
DIFETTI
  • Location e bagni non all'altezza del tipo di ristorante.
  • Alcune decorazioni superflue negli impiattamenti.
  • Sommelier poco presente.

Al Cambio di Bologna: giorni di un futuro passato

“Guardare indietro camminando avanti” è questo il mantra del Cambio, lasciato in eredità dallo chef Massimiliano Poggi (che opera ora a Trebbo) per continuare nella periferia bolognese il suo lavoro di salvaguardia della tradizione. Alla guida della nuova identità del Cambio troviamo Piero Pompili in sala e Daniele Benassi ai fuochi.
La cucina attualmente proposta riflette e rievoca quella classica e familiare, alla luce delle nuove conoscenze e dell’evoluzione degli stili di vita, gusti compresi.
Una nobile missione di recupero, degli ingredienti e delle usanze dimenticate, che passa per la valorizzazione delle materie prime e dei prodotti regionali. Una modalità sentita e vincente nel saper riportare al centro dell’attenzione il patrimonio storico della cucina del proprio ‘milieu’. Concreti e saporosi assaggi, tutti ben confezionati, come la Crostatina salata di cipolle e caldo/freddo di Parmigiano Reggiano, o anche i sontuosi Passatelli asciutti con ragù bianco di cortile e crema di Parmigiano Reggiano. Sostanza e tradizione anche nei dolci, che vedono imporsi tra gli altri l’ottimo Latte in piedi, preparazione classica simile al crème caramel.
Servizio svelto ed efficiente, che amministra una cantina centrata e dal timbro principalmente territoriale.
Felice contrapasso quello del Cambio, capace di riproporre il passato senza rinunciare all’estro personale e alla modernità.

1 risposta

  1. Gianfranco Romanazzi

    “Servizio svelto ed efficiente, che amministra una cantina centrata e dal timbro principalmente territoriale” con un Sommelier poco presente?

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata