
Frittelle Veneziane: la classifica Top 5 di Venezia e provincia
Le frittelle veneziane sono un classico intramontabile amato da qualsiasi purista buongustaio. Ecco la nostra classifica.

Le frittelle veneziane sono un classico intramontabile amato da qualsiasi purista buongustaio. Ecco la nostra classifica.

Il ristorante Pipero è una tappa obbligatoria per chi vuole scoprire una visione contemporanea, tra piatti iconici e una cantina importante.

Kei Kobayashi ha conquistato Parigi con una cucina di precisione assoluta che sposa la tecnica francese con la sensibilità giapponese.

A dieci anni dall’apertura, il ristorante Contraste racconta a Milano una cucina di dualità e pensiero: Perdomo e Press tra memoria, avanguardia e libertà creativa.

Al ristorante Arpège Alain Passard inaugura una nuova fase totalmente vegetale: tecnica intatta, gusto archetipico e una cucina unica.

Alla Repubblica di Perno, Elena Miori e Marco Forneris creano un’oasi gastronomica, dove l’identità piemontese trova piena espressione.

All’Auberge Sauvage, lo chef Thomas Benady celebra la natura con una cucina vegetale, ispirata al foraging e ai prodotti dell’orto.

Oreade, immerso nel cuore delle colline pisane, racconta il territorio attraverso una cucina moderna e radicata nella materia prima locale.

A Napoli, Diego Vitagliano interpreta la pizza contemporanea puntando su impasti a lunga lievitazione e su una filiera curata.

Sul Monte Calvario a Gorizia, Podversic racconta il Collio attraverso la ponka, la macerazione e il passaggio generazionale.

Abbracciato dalle Dolomiti, Terra – The Magic Place racconta una cucina visionaria e profondamente legata al bosco.

Borgo Sant’Anna, l’esperienza gastronomica firmata da Pasquale Làera tra piatti stagionali delle Langhe e della Puglia.

Da Vittorio St. Moritz conferma la cifra dei Cerea anche in quota. Una cucina che dialoga con il contesto senza perdere identità.

La Notizia 53 è la pizzeria di Enzo Coccia che ha cambiato la storia della pizza napoletana. Ecco la nostra recensione.

Allo Yeatman di Porto, Ricardo Costa unisce materie prime locali e tecnica impeccabile. Una cucina d’autore con vista sul Douro.
“Gentili Signore, Cari Signori! Quello di cui vi parleremo sarà l’emotività e la verità che rimarrà sulla tavola prima che ci portino via le briciole. Sarà la persistenza dell’ultima goccia di vino prima che la bottiglia sia vuota. Ciò che leggerete sarà il frutto maturato dalla pianta della passione che questi giovani hanno coltivato per anni.”
Il Presidente, 20 Luglio 2009.
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