L’arte dello “star bene” in riva al mare
Ad accoglierti, appena varcata la soglia del Palmizio, è il sorriso genuino di Valerio di Mattia: un patron che mette subito a proprio agio e indirizza il tono dell’intera esperienza. Fin dai primi istanti si percepisce un’atmosfera calda e autentica, dove l’ospitalità non è costruita ma spontanea. Qui si respira un senso di familiarità sincera, come se si fosse ospiti più che semplici clienti, e ogni dettaglio contribuisce a creare questa sensazione di comfort.
La famiglia alle spalle del ristorante porta con sé una lunga tradizione nella ristorazione, ma ciò che colpisce davvero è la capacità delle nuove generazioni di rinnovarla con intelligenza e sensibilità, senza mai snaturarla. Il risultato è un equilibrio tra ricette della memoria e piatti con un pizzico di innovazione, dove ogni scelta sembra ponderata e coerente con l’identità del locale.
La cucina del Palmizio negli ultimi anni ha preso una direzione inaspettata grazie alla chef Elena Kovaljova, moglie di Valerio, di origini siberiane, che ha portato in cucina nuovi ingredienti e sapori. È proprio grazie a lei che in alcune portate si ritrova una matrice “baltica” che si innesta sulla tradizionale cucina marinara: un approccio essenziale, pulito, che mette al centro la materia prima senza sovrastrutture. Il pesce è il vero protagonista, lavorato con rispetto e precisione, e accompagnato da verdure di stagione che ne esaltano la freschezza, creando piatti equilibrati, mai pesanti e sempre armoniosi.
Una sinfonia marittima
Non di rado nelle portate compare anche qualche ingrediente della terra di origine della Chef, iconica l’Insalatina di mare fredda, completamente diversa dalla versione a cui siamo abituati in Italia. Qui il pesce, rigorosamente cotto separatamente, si intreccia con una ricca varietà di verdure fresche (che cambiano naturalmente con le stagioni) e un tocco di rafano, rendendo questo piatto sempre originale pur restando riconoscibile. Una portata colorata, vivace e sorprendentemente armoniosa: ogni boccone è fresco, leggero, mai stucchevole, e lascia una sensazione palatale di pulizia oltre che piacevolezze.
Sapiente anche l’approccio al Crudo di mare, protagonista di un mini carosello di 10 assaggi che cambia giornalmente. Ci ha colpito la freschezza e la delicatezza del crostino con cannocchia cruda ed il gusto bilanciato della panzanella
Piatto povero, tipico toscano e di tutta l’Italia centrale, a base di pane raffermo, cipolla rossa, aceto, basilico, olio e sale. Nel tempo, alla ricetta originale della panzanella, si sono aggiunti anche i pomodori e i cetrioli. Leggi fatta col gambero rosa.
A completare l’esperienza una originale carta dei vini, e per i palati più tradizionali c’è anche il “vino della casa”: uno sfuso di Valentini che non tradisce le aspettative, servito in caraffa.
Il Palmizio è un luogo che conquista senza bisogno di eccessi o artifici, dove tradizione e visione si incontrano in modo naturale e che consigliamo di visitare a chi passi da queste parti.
IL PIATTO MIGLIORE: La trippa di rana pescatrice.
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