Trecca

VALUTAZIONE

Trattoria

CebollaCebollaCebolla
PREGI
Servizio cordiale e simpatico
Cucina di carattere in grado di spaziare tra Roma e provincia laziale
Carta dei vini curiosa e con ricarichi contenuti
DIFETTI
La distanza tra i tavoli
Insonorizzazione da migliorare ulteriormente

Tratta: Roma – Mondo passando per il mercato

Roma è una stratificazione continua di storie, pietre e sapori. Nella complessa costellazione delle sue trattorie contemporanee – un panorama in cui il confine tra autenticità popolare e calcolata messinscena a uso e consumo dei flussi turistici si fa sempre più labile – l’insegna Trecca – Cucina di Quartiere tenta di proporsi come un presidio identitario tanto lucido, quanto personale. Il nome stesso costituisce un frammento filologico: la “trecca”, in origine, era la donna che vendeva frutta e verdura al mercato.

È un termine arcaico, sinonimo di erbaiola o fruttivendola. Nomen omen, quindi vera dichiarazione d’intenti evocando la terra e il mercato. Varcata la soglia di questa oasi a ridosso dei circuiti più battuti, la dichiarazione si fa plastica: persino una fontanella rionale di ghisa è finita incastonata in bella vista all’ingresso. Cucina di quartiere, appunto. Ma siamo pur sempre a Roma, e il quartiere qui deve inevitabilmente fare i conti con la globalizzazione. In questo senso, l’approccio all’ospite internazionale si tinge di una sottile, irresistibile ironia.

Gli spelling nei menù sono millimetrici e lo sforzo didattico è encomiabile: spiegare lemmi dialettali e concetti anatomici veraci ad avventori che vengono dall’altra parte del mondo, senza sfociare in dettagli da film horror è un’arte. Si riesce così a far comprendere cosa siano la pajata o il pannicolo a chi, fino a due ore prima, si è nutrito solo di musei e scorci mozzafiato, permettendogli di affrontare la cena senza shock culturali o timori reverenziali. L’analisi dei piatti evidenzia una linea comune: in quasi tutte le preparazioni, un punto di acidità netto sottende e contraddistingue la proposta gastronomica.

Le coordinate del gusto

Lo si nota fin dal Pajatino di agnello ai ferri. La frattaglia si rivela mite e dolce, supportata dalla “braciata” corretta nell’esecuzione. Una punta di limone e rosmarino, cesellano l’intingolo invita ad attingere (più volte!) al cestino del pane.Il registro vira verso suggestioni diverse con la Cipolla bianca di Margherita e marzolina di capra al gratin, definibile come una sorta di “Francia di quartiere”. Si tratta di un’esecuzione di matrice transalpina incentrata sulla dolcezza della cipolla, qui opportunamente equilibrata dalla sapidità del formaggio di capra. Sulla stessa linea i Friggitelli arrosto in salsa di alici: se il peperone si muove sui binari della consuetudine, il vero focus risiede nella salsa sul fondo tra acciuga e cappero, sublimata dal vegetale arrostito. Ahinoi scarpetta pure qui.

L’unico vero passo falso si consuma nel comparto dei primi con la Fettuccina al ragù di agnello. La pasta, strutturata su una misura volutamente più larga rispetto alla norma, offre una buona consistenza, ma l’esecuzione purtroppo inciampa su un punto di sale decisamente troppo alto che rende il piatto sbilanciato e stonato. La Punta di petto di vitello “alla fornara” con patate, non disattende il classicismo da piatto della domenica con la sua lenta e lunghissima cottura restituendo di questo taglia, tanta morbidezza. Più ostico al morso, forse fin troppo tenace rispetto alle attese, il Pannicolo arrosto in salsa di peperoni alla marinara.

I fratelli Manuel e Nicolò Trecastelli dimostrano che si può fare cucina identitaria traducendo la romanità anche per chi mastica poco il dialetto.  La rotta è tracciata: una veracità rionale capace di dialogare con il mondo, a patto di avere sempre un cestino di pane a portata di mano per l’intingolo!

La Galleria Fotografica:

Visited 53 times, 52 visit(s) today
Picture of Giacomo Bullo

Giacomo Bullo

Prima come cuoco, annoverando esperienze nel campo gastronomico fino al foraging nostrano, oggi come narratore amante del buon cibo in tutte le sue forme ed espressioni. E’ convinto sostenitore dell’esistenza, in qualche dizionario sconosciuto, della gastrofilia: nei suoi racconti, il tentativo di definirla. Let’s do it!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

VALUTAZIONE

Trattoria

CebollaCebollaCebolla
PREGI
Servizio cordiale e simpatico
Cucina di carattere in grado di spaziare tra Roma e provincia laziale
Carta dei vini curiosa e con ricarichi contenuti
DIFETTI
La distanza tra i tavoli
Insonorizzazione da migliorare ulteriormente

INFORMAZIONI

RECENSIONI CORRELATE

Marzapane

Marzapane

PREZZI

Menù alla carta sui 45€

COSA DICEVAMO

Trecca

Trecca

Trecca

Trecca

Trattorie italia Visualizzazioni:53

Trecca

Nella complessa costellazione delle sue trattorie contemporanee l’insegna Trecca - Cucina di...

Wine Notes Visualizzazioni:71

Tereza Keber e la complessità di vini che non seguono regole

Tereza Keber, la figlia di Renato, ha portato in cantina un’energia contemporanea, in perfetta...

Recensioni Ristoranti Italia Visualizzazioni:2.083

NIN

Il Ristorante NIN, grazie a Andrea De Lillo, mette in scena un nuovo progetto gastronomico...

Close