Ahimè

VALUTAZIONE

Cucina Moderna

15/20

OSPITALITÀ

16/20

PREGI
Cucina non banale ricca di spunti interessanti
Ambiente giovane e dinamico
DIFETTI
Una certa ripetitività nel gusto delle portate tutte incentrate sul tema acido/vegetale

Avanguardia Bolognese

Gian Marco Bucci e Lorenzo Costa sono gli ideatori del progetto Ahimè. Un luogo creativo e dinamico, lontanissimo dalla stretta ortodossia della cucina bolognese.

Imprenditori coraggiosi che hanno avuto voglia di rischiare e che oggi coadiuvati dal talentuoso chef Lorenzo Vecchia, formatosi alla corte di Antonia Klugmann e Martin Berasategui, e dal sommelier Gianmarco Martinelli raccolgono pienamente i frutti della loro scommessa controcorrente.

La carta, non molto estesa e che cambia spesso, come la vera cucina di mercato richiede, esclude pressocchè completamente le specialità cittadine ed è fortemente improntata sull’elemento vegetale.

La scelta dei piatti non è estesissima, si diceva, le proposte cambiano spesso e non sono collegate alla tradizionale ripartizione antipasti, primi e secondi. Si può optare per un percorso di cinque portate selezionate dallo chef o limitarsi a mangiare due, tre piatti, senza obblighi legati al contesto.

Lo stile di cucina moderno e creativo gioca spiccatamente su tonalità acide e amare. E su materie prime di assoluta eccellenza fornite da Federico Orsi, un altro dei soci, nonché produttore di ortaggi in biodinamica e allevatore di carni del territorio.

Insomma, filiera corta, tante idee e un format giovane e dinamico che permette di mangiare anche al bancone, affacciati sulla cucina a vista in modo da seguire la preparazione di ogni piatto.

Lorenzo Vecchia mostra sapienza tecnica, attenzione nelle cotture e la giusta estrosità per aggiungere ad ogni piatto quel tocco che fa la differenza.

Ci ha convinto l’Insalata di Radicchio con olive, scalogno, nocciola, e mela sott’aceto, piatto dall’acidità molto spinta, ideale per svezzare palati assonnati.

Materie prime di alto livello, servizio informale  e sciolto e uno chef di sicuro talento

Sorprendente la Lattuga arrosto: frutta (noci e arancia), verdura, salsa verde e, infine, la grassezza appena accennata di una crema di stracchino di capra. Piatto che è un susseguirsi di sensazioni e contrasti, acidità e consistenze diverse.

Buono il Petto d’anatra, cotto al rosa accompagnato bieta, “salsato” con una riduzione di albicocca e adagiato su una crema di cavolo nero, quattro ingredienti perfettamente accostati.

Menzione finale per un eccellente dessert: Panna cotta, curcuma e pepe di Seichuan, che potrebbe sembrare semplice ma che è stato in grado – cosa non facile – di rinnovare l’appetito al termine della degustazione.

Cantina composta da una discreta selezione di vini naturali e di piccoli produttori.

Un posto interessante, giovane e dinamico. Una cucina non banale rispetto alla quale ci sentiamo solo di avanzare un piccolo appunto relativo ad una certa ripetitività nella proposta, troppo legata a toni vegetali e acidi che si reiterano nel corso della cena con poca soluzione di continuità.

IL PIATTO MIGLIORE: Insalata di radicchio, olive, scalogno, nocciola, mela.

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Giovanni Gagliardi

Avvocato gourmet napoletano emigrato a Milano. Seguace del Buono in ogni sua espressione, della stagionalità, del rispetto delle tradizioni e del contesto culturale e territoriale in cui ogni cucina anche d'avanguardia deve esprimersi. Adora le innovazioni purchè siano emozionanti, e l'Alta cucina, ma solo se la A è maiuscola, convinto che per andare oltre la tradizione un cuoco necessiti di tanto talento.

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VALUTAZIONE

Cucina Moderna

15/20

OSPITALITÀ

16/20

PREGI
Cucina non banale ricca di spunti interessanti
Ambiente giovane e dinamico
DIFETTI
Una certa ripetitività nel gusto delle portate tutte incentrate sul tema acido/vegetale

INFORMAZIONI

PREZZI

Menu degustazione: 65€.
Alla carta: 65€.

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