Roncoroni Classici Gastronomici

VALUTAZIONE

Cucina Classica

15,5/20

OSPITALITÀ

15/20

PREGI
Ambiente intimo e raccolto.
Una cucina golosa e comfort.
DIFETTI
Se non si è seduti al bancone gli spazi sono angusti.

La grammatica culinaria di Eugenio Roncoroni

Alla guida di questo piccolo gioiellino milanese c’è il sodalizio tra Eugenio e Cristina: la loro è una delle cucine più personali della città. Da Roncoroni i Classici Gastronomici non sono un esercizio nostalgico, ma un linguaggio contemporaneo che parte dalla materia prima per arrivare alla forma, con una precisione che non è solo tecnica ma anche culturale. Ogni piatto è la traduzione attuale di un sapere tradizionale, un dialogo tra memoria e rigore, in cui nulla è lasciato al caso e tutto converge verso un’idea limpida di gusto.

La materia prima è protagonista, trattata con rispetto e lucidità tecnica. Le combinazioni sono misurate, mai banali: un equilibrio che racconta esperienza e cura del particolare. Ma è soprattutto nel modo in cui il piacere viene costruito che emerge la firma di Eugenio Roncoroni. Una cucina volutamente ancienne, nel senso più nobile del termine, fatta di fondi, riduzioni, componenti unte e voluttuose che amplificano il sapore senza mai perdere nitidezza. Una cucina evergreen, capace di attraversare il tempo perché fondata su un grande palato prima ancora che su un’idea di stile. I piatti sono ricette di pancia, ma sostenute da una stratificazione del gusto incredibilmente bilanciata. Convivono golosità e opulenza, profondità e immediatezza. Le ricette cambiano, ma non cambia mai il linguaggio: riconoscibile, identitario, personale. C’è un lessico apertamente francese nel modo in cui il gusto viene costruito e portato in tavola, ma senza manierismi né nostalgia compiaciuta.

Ingredienti, cotture e classici gastronomici senza nostalgia.

La cucina si muove tra comfort e curiosità: accostamenti dosati, gesti netti, cotture al punto. C’è una grande ricerca, e la si avverte prima di tutto nelle materie prime, la cui proprietà organolettica spicca anche su salse e intingoli di accompagnamento. Il risultato è naturale, diretto. Si comincia come si dovrebbe sempre cominciare, dal pane. Roncoroni se lo fa preparare dal forno Ciopa: una baguette a lievitazione naturale di scuola San Francisco, dalla crosta croccante e sonora, accanto a un pane in cassetta di segale da accompagnare con un ottimo burro. Apre il menù una Tartina su pane nero: tartare, senape piccante, midollo bruciato e rafano fresco. Un boccone che dichiara subito l’identità della casa. Seguono due fuori carta vegetariani. Gli Asparagi bianchi arrostiti arrivano con una fonduta di Castelmagno, miele di porcini e timo fresco: asparago e formaggio si bilanciano, e quel miele aggiunge profondità terrosa. L’Insalata di cedro con robiola condita e salvia croccante è la pausa fresca del menu: amaro agrumato, cremosità lattica, la salvia a chiudere con una nota erbacea.

Arriva poi il Tagliolino a 30 tuorli: sfoglia sottilissima, condita con fondo di manzo, ragù bianco e una cascata di Estremo d’Alpeggio. Rosmarino e polvere di porcino firmano la spinta aromatica, rilanciano l’umami e allungano il finale. Lo finisci e ne vorresti già un altro. Il Piccione è il piatto manifesto: ripieno di mousseline di gamberi, il petto appena scottato e nappato con la sua bisque. Un surf and turf d’autore, dove terra e mare non si contendono il piatto ma lo costruiscono insieme. Chiude il percorso sapido il Polpo arrostito, che gioca su consistenze e sapidità: il crumble di capperi porta croccantezza salmastra, la salsa di kefir e alloro acidità e profumo balsamico. In un morso, il Mediterraneo. Il dessert è un omaggio alla Francia: le Crêpes Suzette, un grande classico che qui non è una citazione ma lingua viva. La carta dei vini punta su etichette artigianali, in linea con l’approccio viscerale e genuino della cucina. L’atmosfera è quella di un piccolo bistrot accogliente, con un servizio informale ma attento. Mangiare da Eugenio e Cristina è un viaggio da seduti, fatto di radici e mestiere: piatti che sanno di casa, di ricordo, di memoria emotiva prima ancora che gastronomica.

Il Piatto migliore: Tagliolino a 30 tuorli con fondo di manzo, ragù bianco, Estremo d’Alpeggio, rosmarino e polvere di porcino.

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Lucrezia Bosone

Lucrezia Bosone è un’imprenditrice della comunicazione, con la penna affilata e uno sguardo critico per vocazione. Appassionata di gastronomia ed enogastronomia, esplora il mondo del gusto con rigore, visione e autenticità. Con un piede nella strategia e l’altro sotto il tavolo di un grande ristorante, coltiva connessioni, idee e contenuti che parlano a chi ha fame – di cultura, di storie e di autenticità.

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VALUTAZIONE

Cucina Classica

15,5/20

OSPITALITÀ

15/20

PREGI
Ambiente intimo e raccolto.
Una cucina golosa e comfort.
DIFETTI
Se non si è seduti al bancone gli spazi sono angusti.

INFORMAZIONI

PREZZI

Prezzo medio alla carta 60 €

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Bu:r

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