Aviation

Possiamo solo immaginare cosa avrà pensato Hugo Ensslin alla visione e lettura delle prime imprese di volo che si compivano sia negli Stati Uniti che oltreoceano. Ensslin era il bartender dell’Hotel Wallick di New York, siamo intorno al 1915-1916. I fratelli Wright avevano permesso che un oggetto si sollevasse dal suolo e rimanesse in aria due lustri prima: il primo tentativo riuscito di “aviation“, ovvero volo controllato a motore. Ebbe probabilmente così inizio la febbre dell’aria.

La ricerca della conquista di uno spazio libero ed inesplorato. La ricerca della realizzazione di un sogno che è nell’uomo già dalla vista dei primi volatili che nell’aria compivano i loro movimenti. Non un bisogno concreto o pratico, bensì il desiderio di sfidare ciò che non si era fino ad allora potuto realizzare. Immaginiamo il fascino che ciò possa esercitare.

Erano i primi anni del Novecento in cui prendeva forma l’idea e il concetto di velocità. Il trasporto nasce prima lento, come necessità logistica, poi via via prende forme nuove, ludiche, spettacolari, celebrative. Su terra, su acqua, nel cielo. I primi voli sono puro spettacolo. Le piroette dell’aria richiamavano un pubblico rapito, con la testa all’insù e lo sguardo rivolto al cielo.

La sfida si fa impresa. L’impresa diventa sogno condiviso.

Molti cocktail hanno questa meraviglia. Nascono da un’ispirazione. Da un momento. Da qualcosa che si è visto o sentito o sognato. Ensslin non stava solo mescolando ingredienti. Stava cercando di creare in un bicchiere qualcosa di affascinante e lontano da tenere in mano. Il cielo. L’altezza che si fa altitudine. Quella sensazione di staccarsi da terra e non tornare più del tutto. L’idea del sognatore, dell’artista, del poeta.

Su tutti gli ingredienti, la scelta di usare la crème de violette. Il fiore. Il viola. Quel colore che non appartiene alla terra ma all’ora esatta in cui il cielo decide di cambiare.

Un colore che si vede solo alzando gli occhi.

Il volo è nato come un’altra cosa. Lo scriveva anche il nostro Leonardo da Vinci. Non trasporto. Non tecnica. Desiderio. Puro e antico.

L’Aviation è questo. Un sorso, occhi chiusi, e ci si stacca da terra per librarsi in volo.

Leonardo, in fondo, lo aveva già intuito. Non come tecnica, ma come desiderio, come conseguenza inevitabile ci ha trasmesso l’idea che “Una volta che abbiate conosciuto il volo, camminerete sulla terra guardando il cielo, perché là siete stati e là desidererete tornare.” Non ho la certezza che lo abbia scritto proprio così ma mi piace pensarlo.

Il punto non è salire. È quello che succede dopo.

Quando si torna a terra, ma con lo sguardo che resta in alto.

La nostra ricetta, qui.

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