Un baluardo dell’alta cucina italiana
Più che un semplice ristorante, una vera istituzione, un luogo della memoria.
Questo e altro è il Gambero a Calvisano – centro molto noto per la produzione del nobile caviale italiano – baluardo senza tempo di quella grande ristorazione borghese di una volta che ormai è sempre più difficile da trovare. Classica e insensibile alle mode.
Onore alla famiglia Gavazzi che, dal 1861 ormai, propone un’esperienza gastronomica voluttuosa e rassicurante come poche altre, e anche – perché no? – generosa nelle porzioni che qui non seguono le mode e non hanno paura di essere abbondanti.
Un’intera famiglia dedicata alle arti dell’accoglienza e del bien vivre quella dei Gavazzi.
In sala si viene accolti da Antonio detto Gino, padrone di casa impeccabile e di spessore raro che dirige la sala con un savoir faire e una professionalità d’altri tempi, coccolando sia i tanti clienti abituali che i nuovi avventori , facendo sentire, con lo stesso calore, tutti a casa.
Ai fornelli, la nuora Maria Paola Giroldi con la moglie Edvige.
Le danze si aprono con degli splendidi salumi: Culaccia 36 mesi ed un Prosciutto cotto ed un Salame selezione della casa da sballo, accompagnati da mostarda di frutta e sfogliatine calde.
Eccellente il Risotto con punte di asparagi, uno dei signature dish della Casa, preparato con olio del Garda e mantecato con la Robiola. Suadente, di ineguagliabile cremosità, ogni boccone si rivela un’esperienza decisamente lussuriosa.
Un elegante locale di stampo classico, una cucina diretta, concreta, senza fronzoli
Di rilievo anche il Piccione in 3 cotture con il filetto cotto alla plancha e le coscette croccanti, mentre il petto, scaloppato, viene servito al rosa ed impreziosito con il suo fondo.
Impeccabile il Vitello panato, rilettura di un grande classico come la Cotoletta alla milanese.
La Carta dei vini è profonda e tra grandi bollicine ed etichette interessanti di piccoli produttori locali è un invito alla perdizione enologica.
Una tappa imprescindibile per chi voglia godere di una cucina molto ricca e perfettamente centrata sul gusto. Un luogo della memoria che custodisce un patrimonio non solo gastronomico, ma anche sentimentale, da preservare e tramandare nel tempo.
IL PIATTO MIGLIORE: Risotto con punte d’asparagi.
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