Un passaggio generazionale
Esistono famiglie che non si limitano a produrre vino: esse lo abitano. L’azienda di Renato Keber, a Zegla, è una realtà in cui la viticoltura non è mestiere, ma eredità sacra. Renato, figura storica del Collio, ha sempre inteso il vino come un atto di continuità, un filo che lega generazioni, stagioni e identità.
La sua cantina è un luogo senza orpelli, dove il tempo rallenta. Qui, il vino non insegue lo stupore, ma la narrazione. Renato ha sempre saputo che il Collio non necessita di artifici, ma di ascolto. E così, anno dopo anno, ha lasciato che la ponka parlasse attraverso etichette di profonda sincerità, custodi di un’anima territoriale autentica.
Negli ultimi anni, accanto a Renato, è emersa una guida nuova, luminosa e determinata, Tereza Keber. La figlia ha portato in cantina un’energia contemporanea, in perfetta osmosi con la tradizione paterna. Tereza non traccia nuovi solchi, ma approfondisce quelli esistenti con una visione propria. La sua sensibilità si manifesta nella cura estrema dei dettagli e nella ricerca di una precisione stilistica che affina senza snaturare.

Le parole di Tereza Keber
Il risultato è un dialogo generazionale che eleva il calice, la solidità di Renato incontra la freschezza interpretativa di Tereza. Insieme, firmano bottiglie che sono capitoli vivi di una storia familiare in costante evoluzione. Assaggiare un vino dei Keber è un invito alla sosta e all’osservazione; un sorso che parla di confine e fedeltà, capace di farsi ricordare senza alzare la voce.
Tereza ripercorre il suo cammino con naturalezza: «Essere l’unica figlia alla terza generazione è stata una fortuna. Mi sono innamorata di questo mondo vivendolo sin da piccola, tra vendemmie e Vinitaly. Dopo gli studi bilingue in Slovenia e il diploma di enologia a Cividale, mi sono trovata a un bivio. Ero tentata dalla chimica, ma il desiderio di firmare vini miei e la concretezza del lavoro in cantina hanno prevalso. A vent’anni mi sono dedicata totalmente all’azienda».
Il 2020, con l’esperienza in Argentina, ha segnato il suo ingresso attivo. «Al ritorno ho iniziato a lavorare in vigneto, ricercando l’espressione pura del territorio. Se la mano del produttore è importante, far parlare il suolo è fondamentale. Per questo stiamo privilegiando le varietà autoctone, che con le loro maturazioni tardive ci permettono di vendemmiare in climi più freschi, garantendo una gestione della vite sana e protetta dai venti della Valle del Vipacco».
In cantina, il cuore della filosofia Keber risiede nel coraggio della fermentazione spontanea. «Pratichiamo la spontanea dal 2009. È una scelta che sovverte il controllo enologico standard, mentre i lieviti selezionati guidano il vino lungo binari prestabiliti di aromi e struttura, la spontaneità è un atto di fiducia, esempio il mio Friulano, a maggio 2026, è ancora in fermentazione, questo metabolismo lento, che si interrompe e riprende senza calendario, permette lo sviluppo di un profilo aromatico più stratificato e di una complessità tale che riflette la vera natura dell’annata».
Questa pratica è, per Tereza, la chiave per infondere “l’anima” nel calice: «La fermentazione spontanea, unita alla lunga sosta sulle fecce fini che proteggono e nutrono il vino, crea un organismo autonomo. È un processo che richiede coraggio, perché accetta l’imprevisto come parte della bellezza. Ogni anno, la carica naturale di lieviti che si insedia nel nostro ambiente di cantina garantisce una continuità biologica straordinaria. Vogliamo che i nostri vini siano lo specchio non solo del territorio, ma del nostro pensiero enologico, libero da correzioni meccaniche».
Il segreto di casa Keber resta, infine, la pazienza. «Allunghiamo notevolmente le uscite sul mercato per permettere al vino di esprimere il suo potenziale dai classici 2020 ai rossi 2014 e stiamo aumentando la quota di autoctoni a scapito degli internazionali. Anche sulla macerazione non imponiamo numeri: è il vino a indicarci la strada, arrivando a due mesi solo quando è la Ribolla a chiederlo».

La degustazione
Friulano Doc Collio 2019 Zio Romi Riserva Renato Keber
L’approccio in vigna si affida al biologico, senza utilizzare né diserbanti né prodotti sistemici. Dopo una delicata diraspatura dei grappoli, si procede con la fase di pressa. Il mosto macera sulle bucce per 6-12 ore, per poi iniziare a fermentare in contenitori d’acciaio a temperatura controllata. Il vino rimane a maturare per 12 mesi in vasche d’acciaio sulle fecce fini, per poi affrontare almeno altri 2 anni di affinamento direttamente in vetro, prima dell’immissione in commercio. Esibisce profumi di frutta bianca matura, pera kaiser, mela golden, ananas, burro di cacao, scorze d’agrume ed erbe aromatiche. Assaggio morbido, caldo e sensuale, subito sostenuto da freschi ritorni agrumati e dall’indissolubile eco sapida. Voto: 89
Zegla Friulano Riserva Collio Doc 2018
Il “Progetto Zegla Cru”, vedebla collaborazione fra tre importanti produttori della zona: Renato Keber, Michele Blazic e Kristian Keber, i quali hanno messo a punto un vero e proprio disciplinare, con regole precise e condivise, volte alla ricerca di una qualità estrema per la realizzazione di vini che siano autentica espressione di queste colline.
Naso che si esprime su livelli altissimi, tropicale maturo, mango, passion fruit, melone, resine, incenso, cera d’api, zenzero
Lo zenzero (Zingiber officinale Roscoe, 1807) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae (la stessa famiglia del Cardamomo) originaria dell'Estremo Oriente. Coltivata in tutta la fascia tropicale e subtropicale, è provvista di rizoma carnoso e densamente ramificato dal quale si dipartono sia lunghi fusti sterili e cavi, formati da foglie lanceolate inguainanti, sia corti scapi fertili, portanti fiori giallo-verdastri con macchie... Leggi candito, miele millefiori, arancio candito.
Caldo, denso, preciso, finissimo, ottima la freschezza, la salinità, il gentile tocco del tannino. Profondo e persistente. Voto: 90
Ribolla Gialla Estrema Riserva 2016 Collio Doc Renato Keber
Ci troviamo di fronte ad un’interpretazione spinta ed estrema volta ad esplorare le potenzialità di questo vitigno autoctono friulano. L’espressione di questa Ribolla Gialla, frutto del lavoro sulle vigne dei colli di Cormons, in provincia di Gorizia, entra a far parte del sensuale mondo degli orange wine. Si tratta della tipologia di vini che per ottenere questa colorazione aranciata devono mantenere i grappoli (rigorosamente a bacca bianca) a lunga macerazione sulle bucce.
Oro profondo nel calice, colore splendido. Profonda la parte aromatica, note calde di albicocca e ananas disidratato, cera d’api, miele millefiori, limone e zenzero candito, noce moscata, coriandolo, erba limoncina, incenso, resina, note di ponka a chiudere.
Calda, densa, ricca, profonda, ottimo il comparto fresco-sapido. Vino che rivela grande energia vitale, che attira la beva, tannino raffinatissimo, grandissimo vino. Voto: 91













