Passione Gourmet Le nostre mille bolle gourmet – Passione Gourmet

Le nostre mille bolle gourmet

di Passione Gourmet

Per i brindisi di fine anno

Abbiamo deciso di salutare questo esiziale 2020 – anno che, a dispetto del terremoto che ha generato, ci ha visto più uniti che mai  – con un doppio brindisi che possa propiziare l’alba di un nuovo giorno e, auspicabilmente, di un nuovo mondo.

Orazio Vagnozzi

Berlucchi, Palazzo Lana Extréme 2009

A base di solo Pinot nero proveniente da due singole vigne, Quindicipiò e Brolo, un Franciacorta strutturato, complesso, fresco, sapido e di grande pulizia gustativa.

Krug, Grande Cuvée 168ème Édition

Champagne non millesimato che, forse, sarebbe meglio definire multivintage, composto dal 42% di vini di Riserva di cui il più agée è il monumentale Verzenay 1996 assieme a un  avvicendarsi di altre 11 annate ripartite tra un 52% di Pinot noir, 35% di Chardonnay (di cui una buona parte proveniente dalla Côte de Blancs) e 13% di Meunier. L’Édition 168, la cui base è la 2012, è già oggi un vino complesso, intenso, preciso e strutturato.

Alberto Cauzzi

Divella, Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero Blanc de Blancs

Uno spumante elegantemente in stile ossidativo, complesso con note di pasticceria e pane e una trama e nerbo acido davvero persistente. In bocca è pieno, croccante e cremoso. Eleganza e finezza, unita ad una buona dose di personalità.

Drappier, Extra Brut Clarevallis

Uno Champagne decisamente improntato al Pinot nero, di cui contiene un buon 65%, che si fa apprezzare per la non filtratura e per il basso dosaggio. Al naso regala note intense di violetta e sambuco, la nota ossidativa dona corpo e nerbo e il fine perlage e la precisa sapidità asciugano la bocca, ma solo quanto basta. In una parola, eccellente!

Andrea Grignaffini

Edi Kante, Metodo Classico KK

Un blend di Chardonnay e Malvasia dinamico e articolato, che esprime un sofisticato appeal e un’inebriante salinità. Note che avvolgono la bocca prima di un finale ammandorlato.

Dom Pérignon Rosé 2006

Un vino, quasi ancor più che una bolla  in cui le note floreali e fiorite si fondono a quelle più classiche di scorza di agrumi e frutta a nocciolo molto matura innervata da spezie orientali.

Davide Bertellini

Le Marchesine, Franciacorta Secolo Novo Brut Millesimato 2011

Chardonnay in purezza affinato in bottiglia almeno 54 mesi; perlage finissimo e persistente. Aroma fine e complesso; una bollicina elegante capace di assecondare molti cibi, in particolare crostacei e molluschi ma perfetta anche a tutto pasto.

Veuve Clicquot, Extra Brut Extra Old Edition 2

La cuvée è composta unicamente da vini di riserva con almeno due anni di invecchiamento ed è realizzata con un assemblaggio di Pinot noir, Chardonnay e Meunier; dal colore dorato e dal perlage raffinato è uno Champagne disinvolto e versatile, da abbinare a un risotto all’astice, al  foie gras o, perché no, a dei formaggi  stagionati.

Erika Mantovan

Etral, Chemin Metodo Classico

Appena cinquemila bottiglie prodotte per questo blend valdostano: Prie blanc e Chardonnay allevati in montagna, a 800 metri s.l.m., nella vallata di Saint Pierre. Questa terza edizione vede un periodo sui lieviti più lungo, oltre 30 mesi e sempre in grotte, per consentire una maturazione costante naturale. Tra aromi iodati, di fiori di campo e grano, affiora una purezza ineludibile, come quella di grandi fiocchi di neve che cadono, lentamente, regalandoci il suono del silenzio e di una magia unica.

Jako Wine, Brut Tributo

Da due ettari, nell’Oltrepo Pavese, una cuvée che definire solo “esclusiva” risulterebbe riduttivo. E per capirlo è bene sottolineare lo scopo di ogni vino prodotto da Jako: essere per gli amici. Rarità italiane realizzate da un team capitanato da Severino Barzan che, con la sua conoscenza, dispensa saperi e sapori. Questi pochi esemplari di Tripudio (1000 unità) sono una forza della natura: la falcata del frutto e la sua filigrana, leggermente amarognola, riporta al suolo. Nota di merito per la ricetta segreta della liquer d’expedition, che Severino pare abbia ereditato dalla Champagne, di cui è ambasciatore.

Leonardo Casaleno

Marco De Bartoli, Terzavia Rosé 

Un Metodo Classico rosé, espressione di un territorio in continua evoluzione dove il vitigno locale, il Grillo, incontra, in pari percentuale, uno dei vitigni più emblematici dell’isola, il Nero d’Avola. Affinato per metà in acciaio e metà in barrique, dopo 18 mesi di bottiglia la bocca è ricca di sfaccettature salmastre, amare di mandorla, generose di frutta esotica, prugne e frutti rossi. Una bollicina del cuore.

Marguet, Les Crayères Ambonnay Vintage Grand Cru 2012

Ha il fascino di un lieux-dits di Ambonnay, ancor più ammaliante in quanto biodinamico; un Grand Cru con percentuale prevalente di Pinot nero dal colore luminoso e un impalpabile ma vivo perlage. Uno Champagne complesso, che sa essere godurioso, minerale e bilanciato meravigliosamente su note esotiche, di frutta candita e crema pasticciera. La bocca è ampia, con una fine acidità. Lunghissimo.

Giovanni Gagliardi

Altemasi, Riserva Graal 2013

Chardonnay al 70% (circa) e per il resto Pinot Nero trentino, riposa 72 mesi prima della sboccatura. Un grande classico della spumantistica italiana, ricco di personalità e con un’identità molto spinta e tuttavia molto versatile. Una bollicina che sa essere al contempo nervosa e carezzevole, di incantevole complessità, come poche nel Bel Paese.

Bollinger, La Grande Année 2012

Per salutare un annus horribilis che fortunatamente se ne va, un vino simbolo dello Champagne. Grande non solo nel nome, ma Grande davvero per classe, complessità ed equilibrio. Al naso magnifica prima sentori di pasticceria, quindi frutti rossi, note vinose e un accenno di note tostate mai invadenti. Giovanissimo, ma già con lo stile del fuoriclasse.

Claudio Persichella

Andrea Arici, Dosaggio zero rosé Colline della stella

Un Franciacorta dosaggio zero ricco di personalità, un Pinot nero in purezza dalle note agrumate e di frutti rossi che viene valorizzato regalando una buona lunghezza con acidità e freschezza che restano impresse.

Corbon, Brut d’Autrefois

Un grande Champagne, ricco ed equilibrato, espressione di una casa che fa dei prodotti eccellenti sublimando, in questo caso, lo Chardonnay, presente all’80%, e il Pinot noir assemblati in perpetuo con le cuvée dei precedenti assemblaggi. Una bottiglia caratterizzata da complessità, finezza e persistenza memorabili.

Leila Salimbeni

Alessandro Viola, Blanc de Blancs Metodo Classico Pas Dosé

Catarratto in purezza, da agricoltura biologica, vinificazione naturale e fermentazione spontanea con soli lieviti indigeni,  danno vita a un vino luminoso e nitido, animato e si direbbe quasi agitato da un’essenza argentina e metamorfica, viva di una progressione aromatica e gustativa vivacissima.

Taittinger, Comte de Champagne Blanc de Blancs 2007

Sferzante, l’olfatto è un mosaico composto di spezie e radici piccanti, pepe bianco e zenzero, innervato di lime e albicocche verdi. Al palato si profila una droiture e un’integrità statuarie dove la bolla, puntuta, insinua leggerissime note di geosmina e vi fa propagare un’enormità di succo e di sale, un’intensità che si sviluppa in tutte le dimensioni, ubiquamente.

Gianpietro Miolato

Opificio del Pinot Nero, Super-Sei Extra Brut

Pinot nero in purezza, lasciato sei anni sui lieviti che si ritrovano nel colore intenso e nelle note di fieno e frutta secca; lungo e minerale al palato, è al contempo fresco ed elegante.

Cidres Nicol, Cidre Royal Guillevic Prestige

Direttamente dalla Bretagna, un sidro prodotto in purezza con mele Guillevic, dalla bollicina finissima e in perfetto equilibrio tra un’immediata dolcezza iniziale e una persistente acidità in chiusura. Di facile beva, è un’ottima alternativa tanto alle bollicine classiche per un aperitivo, quanto ai vini da dessert per dolci dalle consistenze importanti.

Giacomo Bullo

Grosjean, Montmary Rosé Metodo Classico Extra Brut

Apripista dell’avventura enoica valdostana della cantina Grosjean. Una cuvée di Pinot nero in larga parte, Chardonnay e Gamay, con un periodo di meditazione di 15 mesi sui suoi lieviti. Una chicca alpina per celebrare un grande aperitivo natalizio tra note di mela verde e gelsomino, richiamando con gran piglio una sapida acidità. 

Marie Noelle Ledru, Cuvée du Goulté 2014

Dalla Signora del Pinot noir, in quel di Ambonnay, una creazione unica, animata da acidità tese e quasi nervose, che regalano al contempo anche una finezza cangiante. Un climax verticale tendente alla golosa gratificazione. Mitico! 

Antonio Sgobba

D’Araprì, Metodo Classico Pas Dosé

Metodo classico pugliese prodotto da un’azienda che si dedica esclusivamente alle bollicine, dal lontano 1979. La cuvée, che matura 30 mesi sui lieviti, è realizzata con Bombino bianco al 70% e Pinot noir per la restante parte. Al naso ricorda sentori di frutti tropicali oltre alla crosta di pane; al palato è fresco e rotondo con una piacevole sapidità nel finale

Dourdon-Vieillard, Cuvée Grande Réserve

Un interessante Champagne della Valle della Marna prodotto per il 70% da Chardonnay e il restate 30% da Pinot noir. Colpisce per il profumo agrumato e la verticalità del palato: è di facile beva, con una buona acidità.

Francesco Zito

D’Arapri, Pas Dosé

Una delle bolle più seducenti del Sud Italia. Bombino bianco e Pinot nero danno vita ad un blend dal colore paglierino intenso con un profumo elegante ed un perlage altrettanto fine ed elegante. È uno spumante “classico”, secco e cremoso in bocca, un “bel bere” nei giorni di festa.

André Beaufort, Le Polisy

Pinot nero 80% e Chardonnay 20% raccolti su terreni argillosi conferiscono a questo Champagne note di grande mineralità al palato. Una bolla elegante, fresca e profumata, unica nel suo genere perché foriera di tutta la follia illuminata del Signor Beaufort.

Adriana Blanc

Col Vetoraz, Valdobbiadene Extra Brut Cuvée 5

A Santo Stefano di Valdobbiadene, sulla sommità dell’omonimo colle che domina l’intera area del Cartizze, l’azienda Col Vetoraz dal 1838 produce alcuni tra gli spumanti più espressivi del territorio utilizzando solo le uve migliori, raccolte – rigorosamente a mano – nelle aree più vocate.  La Cuvée 5 nasce dall’attenta selezione di 5 vigne, con un residuo zuccherino che, naturalmente, non poteva essere che di 5 g/l.

Krug, Grande Cuvée 164ème Édition

Per festeggiare la fine di questo annus horribilis serve un grande Champagne e questo blend di 127 differenti vini base da undici annate, che sosta sui lieviti per ben 6 anni prima di essere rivelato, mitigherà anche il peggiore dei ricordi. Un vino che, col suo luccicante color oro, rapisce non appena posino gli occhi su di lui e conquista non appena viene avvicinato al naso, con un ventaglio olfattivo che definire ampio sarebbe limitante. A dominare sono tostatura e spezie, un caldo abbraccio che inebria i sensi e avvolge il palato con un ché di erotico.

Silvia Izzi

Corte Fusia, Franciacorta Brut

Un blend di Chardonnay e Pinot nero equamente ripartito, scommessa di due giovani ragazzi che hanno recuperato dei vigneti abbandonati ai piedi del Monte Orfano. Dosaggio ridotto, spiccata mineralità e decisa acidità trovano equilibrio nella piacevolezza del sorso caratterizzato da salinità e freschezza. Per brindare a un nuovo anno speriamo pieno di sorprese e supportato da nuove leve, assai talentuose.

M. Hostomme, Brut Nature 1er Cru “H07”

Un blend tra Chardonnay e Pinot nero che sprigiona spezie, donate dal passaggio dello Chardonnay in botte, frutta esotica e una bella nota acida, dovuta alla mancata fermentazione malolattica, che conduce a una chiusura assai salina e minerale. Uno Champagne complesso come l’anno lasciato alle spalle, perfetto per un Capodanno che strizza l’occhio alla cucina asiatica e, soprattutto, a un effervescente 2021.

Luca e Greta

Andiamo fuori tema, ma speriamo di poter presto bere presto uno Spicy Fifty… Oltre alle cene gourmet, infatti, sentiamo molto la mancanza di un aperitivo di qualità, da bere in buona compagnia.

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