I vini di Piero Incisa della Rocchetta raccontati attraverso una degustazione alla Langosteria
La chacra è il termine con cui in Argentina si indica una piccola azienda agricola. Nella regione del Río Negro se ne trovano numerose, quasi tutte caratterizzate da una superficie quadrata di un chilometro per lato, una conformazione che in passato ne agevolava la suddivisione e l’assegnazione agli immigrati. Quando Piero Incisa della Rocchetta decide di produrre Pinot Nero in Argentina, parte proprio da una chacra appartenuta a un vecchio emigrante italiano che custodiva ancora alcune vigne a piede franco.
Bodega Chacra nasce nel 2004 dalla volontà di Piero Incisa della Rocchetta che, cresciuto in una famiglia tra le più importanti del vino italiano, sceglie di sviluppare un progetto personale, fondato sul rispetto dell’ambiente e sulla ricerca della massima espressione del territorio. Oggi la cantina è considerata una delle realtà più prestigiose del Sud America e conta circa 24 ettari vitati, dai quali nascono etichette di grande personalità. Alcune di queste sono state degustate insieme allo stesso Piero Incisa della Rocchetta presso Langosteria.
La degustazione
La parte più importante della produzione è dedicata al Pinot Nero, varietà che in Patagonia beneficia della forte escursione termica tra il giorno e la notte e dell’acqua proveniente dallo scioglimento delle nevi andine. Il Chacra Cincuenta y Cinco 2024 si presenta con un rosso luminoso; al naso esprime note di piccoli frutti rossi appena maturi, mentre al palato conquista per la scorrevolezza del sorso, i tannini finissimi, l’acidità vibrante e un finale lungo, sapido e preciso.
Di maggiore complessità il Chacra Treinta y Dos Pinot Noir 2025, recentemente insignito del punteggio perfetto di 100/100 da James Suckling. Nato dalla prima vigna acquisita da Piero, è un vino ancora giovane ma già dotato di una straordinaria profondità e di un potenziale evolutivo notevole. Il bouquet alterna frutto rosso maturo e raffinati richiami balsamici; in bocca il sorso è elegante, intenso e stratificato, con una lunga persistenza. Notevole l’abbinamento con le Candele al king crab e pomodoro San Marzano, dove la tensione del vino bilanciava perfettamente dolcezza e grassezza del crostaceo. Davvero sorprendente anche il Chacra Sin Azufre Pinot Noir 2025, degustato in formato magnum. Prodotto a partire dalla stessa parcella del Treinta y Dos ma senza aggiunta di solforosa, mostra un colore leggermente più scarico e un profilo aromatico delicato, giocato su petali di rosa, lavanda e piccoli frutti rossi. Il sorso è lineare, fresco e dinamico, con tannini appena accennati e una notevole bevibilità.
Accanto al Pinot Nero trovano spazio altre varietà, come il Trousseau, che a queste latitudini assume caratteristiche profondamente diverse rispetto alle versioni dello Jura, e soprattutto lo Chardonnay, sviluppato in collaborazione con Jean-Marc Roulot. Degustato nelle annate 2024 e 2022, quest’ultima in formato magnum, ha confermato un livello qualitativo molto elevato. Forse meno identitario rispetto ai grandi rossi aziendali, ma capace di esprimere una notevole precisione stilistica. In particolare, il Chacra Chardonnay 2024, dai profumi floreali, è più giocato sulla precisione e sulla salinità che sulla ricchezza ed offre un profilo energico e profondamente gastronomico.



















