A Torino lo storico ristorante di Piazza Carignano celebra il suo anniversario tornando alle radici della cucina piemontese
Lo scorso 5 ottobre Del Cambio ha celebrato 269 anni: era il 1757 quando il Caffè apriva le porte in Piazza Carignano, nella Torino capitale del Regno di Sardegna, crocevia tra cultura piemontese e influenza francese. La Sala Risorgimento, teatro della cena di compleanno, conserva ancora la memoria di Camillo Benso Conte di Cavour, che qui era solito pranzare.
Oggi una giovanissima brigata guidata da Francesco Rovai prova a riannodare i fili con il Piemonte, recuperando ricette e suggestioni del passato per rileggerle con sensibilità contemporanea. Riferimento dichiarato è Il Cuoco piemontese perfezionato a Parigi del 1766, prima grande codificazione della cucina regionale piemontese.
Tra gli assaggi convince soprattutto lo gnocco di patate con ragù di cervo, radicchio al Vermouth e arancia: goloso e intenso, ma ben bilanciato dalle note amaricanti che ripuliscono il palato. Uno dei piatti più centrati del nuovo corso. Scenografico e altrettanto riuscito il Gran Pane Sabaudo, lievitato con nocciole, cioccolato, amaretti e frutta profumata al Marsala e Barolo Chinato: una felice celebrazione della sontuosità sabauda.
L’esperienza è stata arricchita da una degustazione di vini piemontesi provenienti dalla storica cantina seicentesca, con 4.000 etichette e circa 16.000 bottiglie, tra Piemonte, Italia, Borgogna e Champagne. E per chiudere la serata un brindisi finale al Bar Cavour, elegante anima notturna del Del Cambio, che nasconde anche la stanza verde, una bellissima sala fumatori d’altri tempi.
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