Le Lampare al Fortino, l’equilibrio non è un compromesso
Le Lampare al Fortino, un locale che ha due anime, per la stagione calda, una splendida terrazza si affaccia sul porto di Trani, e per la stagione invernale, all’interno dell’antica chiesa di Sant’Antuono poi diventata fortino. La posizione è semplicemente straordinaria: il mare a pochi metri, il profilo della città vecchia, l’architettura storica recuperata con eleganza. Anche grazie a questa location unica il locale riesce ad attirare una clientela estremamente eterogenea.
La forza del progetto risiede però nella capacità di non trasformare questo scenario in un semplice esercizio di rappresentazione. Merito dell’intuizione del patron Antonio Del Curatolo, che negli anni ha costruito un’identità capace di accogliere tanto chi desidera vivere una serata glamour quanto chi arriva con aspettative gastronomiche elevate.
La cucina di Francesco Antonio Di Mauro
In questo contesto si inserisce il lavoro dello chef Francesco Antonio Di Mauro, chiamato a guidare la cucina con una visione moderna e contemporanea ma saldamente legata alle materie prime del territorio. La sua è una cucina che non rincorre l’effetto speciale e non ha la necessità di stupire a tutti i costi, al centro del piatto resta sempre la materia prima, valorizzata attraverso tecnica e sensibilità senza essere mai snaturata.
Dopo un divertente carosello di amouse bouche, in tavola arriva l’Ostrica imperiale, servita al naturale, fresca e carnosa, dal sapore intenso e persistente, capace di prendere la scena della tavola. Poi la Seppia alla catalana che racconta perfettamente la filosofia della cucina: il pesce resta protagonista, mentre gli elementi di accompagnamento ne esaltano il carattere senza sovrastarlo.
Stupisce per esecuzione ed eleganza l’Agnello con peperoni e gamberi rossi, tecnicamente perfetto, con una rucola fresca leggermente piccante che fa da contraltare alle note dolci del peperone e del crostaceo creando un equilibrio originale e riuscito.
Se la cucina convince, il servizio contribuisce in modo determinante alla riuscita dell’esperienza; il personale si muove con sicurezza, ma senza rigidità; il rapporto con l’ospite appare sincero, naturale, quasi familiare nei modi pur mantenendo professionalità e attenzione.
Alla fine del pasto resta la sensazione di aver visitato un ristorante che ha trovato una propria identità precisa. Con l’esperienza di Antonio Del Curatolo e la cucina misurata di Francesco Antonio Di Mauro, riesce nell’impresa più difficile: essere contemporaneamente un indirizzo di grande appeal e una tavola capace di soddisfare gli appassionati più attenti. Un equilibrio raro, che oggi rappresenta probabilmente il suo tratto distintivo più autentico.
IL PIATTO MIGLIORE: La seppia alla catalana.
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