Passione Gourmet Sui Generis - Passione Gourmet

Sui Generis

Ristorante
via Roma 35, Saronno (VA)
Chef Alfio Nicolosi
Recensito da Fiorello Bianchi

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Locale elegante.
  • Cura maniacale nel servizio.

Difetti

  • Assenza proposta alla carta.
Visitato il 05-2023

Un concept curato nei minimi dettagli

Sui Generis, ovvero di quanto denota una spiccata originalità o singolarità oppure una caratteristica non precisamente definibile e quindi non comparabile con un’altra. Questo Sui Generis è il sogno, trasformato in realtà, di Alfio Nicolosi, Chef poco più che trentenne con esperienze importanti con Giuseppe Iannotti al Kresios, poi Chef al Quercus alla Tenuta dell’Annunziata, sempre con la supervisione di Iannotti e infine Aponiente con Angel Leon. Ha coronato infine il suo sogno, aprendo, da pochissimo, il suo locale a Saronno. Il team è giovanissimo: in sala la sorella, insieme a due giovanissimi ragazzi e una brigata, età massima 24 anni, già numerosa. Un concept curato nei minimi dettagli, dalla impostazione grafica del logo e dei social, all’interior design, alla cura maniacale di tutti i particolari, con un servizio attentissimo (guanti bianchi, custodia per gli occhiali con salviettina). Carta delle acque, caffè e distillati, con possibilità di pairing anche analcolici. E la cucina? L’impostazione è classica, c’è una grande eleganza e pulizia sia nelle presentazioni, sia nei sapori, le cotture sono precise, si percepisce armonia e gusto; si spazia nel mondo per ricette e diverse tecniche di cotture.

Ianus, Neptunus o Sui Generis?

Non c’è carta ma tre menù degustazione: “Ianus” (carne), “Neptunus” (mare) e “Sui Generis“, quello in cui ci si affida completamente allo Chef, il percorso che, ovviamente, abbiamo scelto. Si parte con un trittico di amuse bouche che ben introducono al percorso e con un piccolo omaggio al maestro Angel Leon con i Tentacoli di calamaro con maionese al plancton. Piatto migliore della serata i Cappelletti d’oca, lardo, mele e alloro sono miniaturizzati nelle dimensioni ma deliziosi al palato; interessante, per sfumature e equilibrio, anche se un po’ indietro di cottura, il Risotto con anguilla affumicata e estrazione di cipolla. Intermezzo divertente e molto piacevole con un po’ di street food, con Tacos e bun, ma sono i Gyoza con ripieno di maiale e porro bruciato, a spiccare, davvero fantastici. Lo Chef dimostra una grande capacità nel gestire la cottura della Pernice con gnocchi di patata arrosto, agretti (che potrebbero essere presenti in maggiore quantità) e una gustosa salsa poivrade. Plauso alla pastry chef per un dolce con Cioccolato affumicato, sesamo, banana, rum, tè oolong e sale, davvero intrigante. Possiamo concludere dicendo che l’esperienza, nel complesso, è decisamente di livello; siamo, ovviamente, agli inizi, e sembra che ci sia un po’ il freno tirato. Noi consigliamo, soprattutto nel percorso a carta bianca, di uscire dai canoni più classici, cercando di diventare, davvero, sui generis. Le potenzialità per fare sfrecciare questa bella macchina, ci sono tutte. Tanto più che si tratta di una realtà fatta da ragazzi che credono in un sogno, hanno investito, ci mettono passione, competenza, professionalità, forse anche un briciolo di incoscienza e, solo per questo, meritano davvero di essere sostenuti.

IL PIATTO MIGLIORE: Cappelletti d’oca, lardo, mele e alloro.

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