Passione Gourmet Villa Necchi - Passione Gourmet

Villa Necchi

Ristorante
via Cavalier Vittorio Necchi 4, Gambolò (PV)
Chef Antonio Danise
Recensito da Giovanni Gagliardi

Valutazione

14/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Servizio efficiente e cordiale.
  • Location molto suggestiva.
  • Una cucina appagante.

Difetti

  • In qualche piatto un po' di leggerezza e di finezza in più non guasterebbero.
  • Carta dei vini abbastanza limitata.
Visitato il 10-2021

In Lomellina, una location di grande charme e la cucina anema ‘e core di Antonio Danise

Un luogo incantevole questa villa immersa nella campagna della Lomellina la cui struttura originaria risale alla fine dell’800 e che, a partire dagli anni ’30 del secolo scorso, è appartenuta a Vittorio Necchi, industriale di razza che ha legato per sempre il suo nome alla produzione delle famose macchine da cucire con le quali conquistò il mercato italiano e non solo. In quegli anni la tenuta fu utilizzata da Necchi prima come riserva di caccia e successivamente come residenza principale e come tale fu frequentata da imprenditori e rinomate personalità italiane ed europee.

Insomma, siamo in un luogo affascinante e ricco di storia, riportato agli antichi splendori da intensi anni di lavori di riprogettazione e restauro, iniziati nel 2006. Oggi la Villa con il suo incantevole parco è sede di cerimonie, eventi e vanta anche di un ristorante gourmet aperto dalla cena del venerdì al pranzo della domenica, a guidare il quale è stato chiamato un bravo chef napoletano, Antonio Danise, formatosi alla scuola di Antonio Mellino al Quattro Passi di Nerano.

Danise segue sia la cucina del ristorante alla carta che quella riservata alla banchettistica che, fino al numero massimo di 100 coperti, è realizzata completamente in house. Un’attività certamente impegnativa quella dello chef tanto che, non lo nascondiamo, ci siamo avvicinati al ristorante con qualche prevenzione, come sempre ci accade in realtà dedite prevalentemente all’organizzazione di eventi e cerimonie, per quanto esclusive.

Cucina golosa che oscilla tra Campania e Lombardia

Ma le nostre perplessità di partenza si sono dissolte quasi subito con l’arrivo al tavolo di una sequenza di amuse bouche di squisita fattura e di pani e lievitati fantastici tra i quali pregevioli taralli ‘nzogna e pepe veracemente napoletani e, soprattutto un pandorino salato con granella di nocciole di fragranza e sofficità davvero strepitose. Poi, ci ha colpito il risotto quaglia, castagne e tartufo nero davvero ben fatto e la supreme di galletto a cui il jus alla birra regala una complessità gustativa intrigante.

La cucina di Danise si rivela, insomma, di grande sostanza e concretezza, con una componente lipidica importante, a tratti quasi compiaciuta, che assicura un alto livello di golosità complessivo.

Qualche imprecisione di esecuzione nei piatti che ci hanno convinto meno: la pancia di maiale un po’ indietro di cottura, l’uovo croccante molto rustico – e a cui non ha giovato la temperatura di servizio che, a nostro giudizio,  doveva essere un filo più alta – e un po’ greve, ma d’altra parte si sa che, spingendo a fondo sulla componente lipidica dei piatti, la finezza complessiva ne risenta quasi sempre.

Ancora Campania nel dessert: una pastiera che è anche un omaggio alla Lomellina col riso al posto del grano – come peraltro si usa fare diffusamente a Salerno e provincia, intensamente aromatica ma, a nostro giudizio, inutilmente “affogata” in una debordante salsa al liquore Strega.

Buona la piccola pasticceria e, in particolare, le graffette ricoperte di zucchero e cannella della tradizione napoletana, servite calde e fragranti.

Un bellissimo posto, un cuoco che ha stoffa, una cucina che ha ben chiaro il concetto di gusto e che, per crescere ulteriormente, avrebbe solo bisogno di un tocco di leggerezza e finezza in più.

La Galleria Fotografica:

1 Commento.

  • AvatarPassione Gourmet27 Gennaio 2022

    […] Villa Necchi […]

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