Masuelli San Marco

Il rognone trifolato.

VALUTAZIONE

Trattoria

CebollaCebolla
PREGI
Una cucina lombardo-piemontese d’eccellenza.
Servizio attento e premuroso.
DIFETTI
Alcuni ricarichi, elevati, sui vini.

Milanese per antonomasia

Masuelli San Marco è la Trattoria di Milano per definizione, titolata come ‘Bottega storica’. Qui dal 1921 la famiglia Masuelli accoglie gli ospiti deliziandoli con una cucina milanese-piemontese.

Questa la presentazione aziendale di Masuelli San Marco, una delle trattorie storiche di Milano, gestite ininterrottamente dalla stessa famiglia. Oggi in cucina c’è la terza generazione, rappresentata da Max, mentre in sala Andrea rappresenta la quarta: sono loro a garantire continuità a questo tempio della tradizione lombardo-piemontese. Una certezza inossidabile, dove l’attuale impostazione ha saputo mantenere intatta la qualità espressa. Ottima materia prima impiegata, preparazioni tradizionali ma con un tocco di alleggerimento e modernità, una sala ben gestita, dal talento del giovanissimo rampollo di famiglia.

Eccoci quindi a degustare degli ottimi mondeghili tradizionali, realizzati con precisione rara oggigiorno, ripieni di bollito e di verdure. Un cardo gobbo da antologia, dei plin perfetti, delle ottime tagliatelle al ragù di coniglio e un imperioso rognone trifolato con le cipolline sott’aceto.

Tra i dolci si staglia un’ottima torta di mele cotogne e un corretto bonet, come da tradizione piemontese. Completano l’offerta una carta dei vini di spessore, a prezzi tutto sommato corretti per Milano – anche se con alcune punte forse troppo elevate – e un servizio attento e preciso.

Un luogo che scalda i cuori dei milanesi da circa un secolo, e che continuerà a farlo, immutabile e immutato nel tempo. Un sincero grazie alla famiglia Masuelli.

La Galleria Fotografica:

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Picture of Alberto Cauzzi

Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E' stato il vice direttore della guida ristorante de L'Espresso per gli anni 2023 e 2024. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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Una cucina lombardo-piemontese d’eccellenza.
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