Non solo piste da sci
Lontano dal cliché della neve e degli sport invernali, la valle prova a raccontarsi attraverso un sistema di esperienze in cui l’enogastronomia diventa chiave di lettura.
C’è un equivoco che accompagna Livigno da sempre, l’idea di una destinazione prettamente invernale, fatta di piste, shopping e poco altro. È un’immagine parziale, perché è d’estate, quando la neve si ritira sulle cime e i pascoli d’alta quota tornano protagonisti, che questa valle ha l’occasione di dire qualcosa di sé, e la dice, sempre più spesso, a tavola.
Qui, quasi ogni attività passa da MyLivignoPass, il sistema che tutto l’anno tiene insieme mobilità, esperienze e servizi in un unico ecosistema. No, non è l’ennesima app turistica, bensì qualcosa di più interessante, perché sposta il baricentro dall’attività al racconto, non suggerisce “cosa fare”, ma “come entrare in contatto” con i ritmi, le persone e i prodotti della valle. Da un punto di vista enogastronomico, mette il prodotto e chi lo fa al centro, anziché relegarli a contorno dell’esperienza outdoor meramente sportiva; così il cibo smette di essere servizio e diventa la lente attraverso cui leggere un intero territorio. Lo abbiamo verificato su tre esperienze diverse.
L’alba, la malga: il territorio prima della tavola
Tra le experience proposte c’è il Sunrise Coffee, una camminata all’alba, quattro chilometri verso Crap de la Parè, che si chiude con caffè e biscotti davanti alle prime luci sulla valle. Il caffè è quello di Kàfe, una piccola torrefazione che Manuel Castellani ha aperto in paese nel 2018. La chiamano la roastery più alta d’Europa, a 1.816 metri, e lavora monorigine e specialty in piccoli lotti. Un’altra esperienza da mettere in conto è la visita all’Agriturismo Federia, nell’omonima valle. A gestirlo è un gruppo di giovani che qui vivono e lavorano, e che producono in proprio salumi, formaggi, ricotta e yogurt. Si assaggiano i taglieri e i primi della casa, poi si visitano le stalle e il caseificio. Ed è davanti alle vacche al pascolo che la teoria si fa palato: il formaggio d’alpeggio estivo, fatto da maggio a settembre, è più profumato; merito dei pascoli d’alta quota, che nel latte si sentono tutti, e qui, lo puoi mangiare a pochi metri da dove nasce.

Il Sentiero Gourmet: il cammino come portata
L’esperienza che più di tutte tiene insieme camminata, paesaggio e cucina è il Sentiero Gourmet: circa cinque chilometri tra prati e boschi d’alta quota, scanditi da tappe in cui ci si ferma a mangiare. Quest’anno le tappe salgono a sette, una in più rispetto alle edizioni precedenti, e accompagnano dall’antipasto al dessert, fino al caffè e ai distillati, con piatti della tradizione abbinati a una selezione di vini. Il tema scelto è quello dei cinque sensi; a dare colore al percorso ci sono il Gruppo Folk di Livigno e il gruppo dei Costumi Caratteristici, con musica e rappresentazioni tipiche lungo il sentiero. Il valore sta tutto in una scelta precisa: a firmare le tappe non sono chef calati dall’esterno, ma l’Associazione Cuochi e Pasticceri di Livigno. Una cucina che nasce nella valle e la interpreta nella sua forma più pura. La tappa che meglio racconta lo spirito dell’evento è la settima, novità di quest’anno, interamente dedicata ai formaggi: è qui che il territorio parla la sua lingua più autentica, e che il percorso a tappe diventa davvero struttura del racconto.
Il Camana Veglia: dove il territorio si fa autoriale
Tra i ristoranti di Livigno spicca il Camana Veglia, in uno degli hotel più caratteristici del paese, dove si entra nel registro della tavola d’autore, raccolta e intima. Casa di famiglia dei Mottini dal 1972, oggi boutique hotel. Qui, la cucina di Dionigi Colombo parte da una buona selezione di materie prime locali, reinterpretate con sapienza: piatti che guardano alle Alpi italiane con mano contemporanea, senza mai perdere il legame con il territorio. A completare il quadro, una carta dei vini ampia e ben costruita, tutta giocata sulle etichette della Valtellina, comprese diverse referenze naturali.
Livigno, un’esperienza per ogni gusto
Qui non sei obbligato a scegliere. Puoi passare la mattina in bici e il pomeriggio ad Aquagranda, dove si nuota al coperto e ci si rilassa nelle saune o nelle vasche riscaldate all’aperto, tra le piante, dopo una giornata in quota. Ma la cura del corpo, qui, non si esaurisce nella spa: comincia molto prima, a tavola, con un formaggio fatto con il latte delle vacche al pascolo, un caffè tostato in paese, un Nebbiolo di vigne lavorate a mano. Lo sport apre l’appetito, il benessere rilassa e il cibo lega il tutto. A Livigno, d’estate, ogni esperienza ha il suo gusto.











