Villa G Farm: quattro blend, quattro personalità
Villa G Farm lancia quattro oli extravergini molto diversi tra loro.
La prima sorpresa è stata scoprire che non provenivano da un’unica zona di produzione, ma erano il risultato di blend ottenuti assemblando cultivar provenienti da territori differenti. Ancora più sorprendente è stato il lavoro svolto a monte: ogni componente proveniva da alcuni dei migliori frantoi italiani, con oli ottenuti da olive raccolte nel momento ideale di maturazione, acidità bassissime e un patrimonio aromatico preservato attraverso la conservazione sotto azoto. A completare il quadro c’era il lavoro dei master blender. Un team di tre esperti aveva selezionato, attraverso l’assaggio di numerosi campioni provenienti da diversi frantoi e cultivar, le migliori basi disponibili per costruire quattro blend profondamente diversi tra loro. Un lavoro di precisione volto a calibrare intensità, equilibrio, amaro, piccantezza e profilo aromatico affinché ogni olio risultasse particolarmente adatto a valorizzare specifiche preparazioni.
Nascono così Prima Goccia, Corpo e Radici, Note in Tavola, Pura Essenza. Le cultivar utilizzate per i diversi blend sono Itrana, Leccino, Biancolilla, Moraiolo, Paranzana e Carolea.
Prima Goccia propone un fruttato leggero con note di foglia di pomodoro, mandorla e mela.

Note in Tavola punta invece su un fruttato intenso con sentori di oliva e pomodoro verde, sostenuti da una bocca decisa e piccante.

Corpo e Radici e Pura Essenza si collocano a metà strada per intensità, ma con identità ben distinte: note di pomodoro appena maturo, mandorla, erba tagliata e carciofo per Corpo e Radici

Note di mandorla amara, rucola, cicoria, radicchio, carciofo ed erbe agresti con una spiccata piccantezza e lunghissima permanenza per Pura Essenza.

E mentre proseguivano gli assaggi è emersa una cosa: normalmente parliamo dell’olio extravergine di oliva come se ne esistesse uno solo, distinguendo genericamente “quello buono” o quello di alta qualità. La verità è che il mondo dell’extravergine è immensamente più complesso. In Italia discutiamo, giustamente, di vino con grande attenzione (noi l’abbiamo fatto qui), ma quasi mai delle infinite sfumature dell’ingrediente che finisce praticamente in ogni piatto della nostra cucina: l’olio extravergine di oliva. Anche l’olio possiede un linguaggio sensoriale ricchissimo.
L’Italia possiede il patrimonio olivicolo più ricco al mondo: oltre 400 cultivar censite, ciascuna capace di dare origine a oli con caratteristiche sensoriali profondamente diverse. Anche tra gli extravergini di eccellenza le differenze sono enormi. Esistono oli verdi, tesi e vegetali, che ricordano erba appena tagliata, carciofo, foglia di pomodoro e mandorla fresca; altri più maturi e avvolgenti, con richiami alla frutta dolce, alla mandorla, alle erbe aromatiche o agli agrumi; altri ancora intensamente amari e piccanti, ricchi di polifenoli, oppure delicati, vellutati e perfino floreali. In altre parole non esiste “l’olio extravergine”, ma esistono tanti extravergini diversi. E proprio come nessuno sceglierebbe lo stesso vino per accompagnare un’ostrica e una bistecca, dovremmo smettere di pensare che un unico olio possa valorizzare qualsiasi piatto. Anzi, se un vino scelto male può compromettere un abbinamento, un olio inadatto rischia di alterare direttamente il sapore del piatto, perché ne diventa parte integrante e non un semplice accompagnamento.
Gli oli Villa G Farm sono disponibili presso distributori di food di alta qualità come High Quality Food.










