Passione Gourmet Ca’ del Moro Wine Retreat - Passione Gourmet

Ca’ del Moro Wine Retreat

Ristorante
località Erbin 31, 37023, Grezzana (VR)
Chef Giuseppe Lamanna e Lina Maffia
Recensito da Leonardo Casaleno

Valutazione

15/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • La quiete del luogo.
  • La ricerca appassionata dei prodotti locali.

Difetti

  • I tavoli ravvicinati.
Visitato il 05-2023

L’appassionato racconto della Lessinia veronese attraverso gli occhi di un giovane cuoco calabrese

Mettere la propria firma allogena su un territorio – distante più di mille chilometri da casa – che ti ha accolto e naturalizzato è un gesto legittimo ma che richiede coraggio e consapevolezza dei propri mezzi. Giuseppe Lamanna, cuoco calabrese dai modi posati e pacati, si trova a interpretare il territorio circostante con sensibilità, portando in tavola la passione per gli artigiani e i prodotti locali partendo dalla Valpantena fino all’altopiano della Lessinia ma senza dimenticare le proprie origini. Tutto questo avviene all’interno del Ca’ del Moro Wine Retreat, un rifugio tranquillo situato tra i vigneti della Collina dei Ciliegi, eremo vitivinicolo nella Valpantena veronese voluto da Massimo Gianolli che ha trasformato la vecchia casa di campagna – un tempo circondata dai ciliegi – in un “ritiro” enogastronomico ed eco-sostenibile pensato per coloro che hanno voglia di allontanarsi dal trambusto cittadino per immergersi nella tranquillità della natura. Con qualche ciliegio rimasto a ricordare la bellezza della stagione dei frutti rossi, lo spirito degli ospiti, qui, si rigenera nell’assaporare ciò che offre questo angolo di rassicurante amenità.

Interpretare un (nuovo) territorio senza dimenticare le origini

Il percorso culinario di Lamanna poggia i piedi sul territorio circostante raccontandolo attraverso allevatori, produttori e artigiani. La riscoperta di prodotti come il Monte Veronese, la pecora Brogna, lo zafferano della Lessinia viene mostrata con orgoglio nei piatti nei quali non manca l’audace tocco calabro ad inseguire un connubio tra l’interpretazione del territorio e i ricordi della propria tradizione. 

Il Raviolo fatto in casa alle ortiche e ricotta di Malga Faggioli, borlotti, favette croccanti e finocchietto selvatico è goloso come ce lo si aspetta ma tutt’altro che greve.  Altro piatto degno di nota è il Risotto all’Amarone con ciliegie, fave di cacao e bergamotto calabrese che vede l’utilizzo di un riso di alta qualità prodotto nel veronese. Qui l’Amarone – viene utilizzato, ovviamente, l’ottimo “vino della casa” – dona profondità al piatto, mentre le ciliegie e le fave di cacao aggiungono dolcezza che viene, a sua volta, impreziosita dalla complessità dei toni aromatico-amaricanti dell’agrume. Con il succulento Agnello di pecora Brogna, fungo ostrica e cappero lo Chef dimostra di saper dosare anche le sapidità non a discapito dell’eleganza. Imperdibile il “pre-dessert”, piatto simbolo di Lamanna: Spaghettone all’uovo trafilato al bronzo con ‘nduja (di famiglia) e ristretto di pomodorini, semplicemente perfetto nella sua semplicità, dietro al quale si cela grande equilibrio. Anche la parte dolce del percorso, presidiata da Lina Maffia, compagna di vita di Lamanna, è curata e punta principalmente sulla golosità. Sarebbe interessante, tuttavia, vederne l’evoluzione eliminando qualche eccesso di dolcezza. Interessante, anche in questo caso, il tentativo di valorizzare alcuni ingredienti autoprodotti come il polline, raccolto nelle arnie, curate direttamente dagli Chef, a pochi metri dalla cucina.

Il servizio di sala e il personale sono premurosi e cordiali, la carta dei vini è ben fornita ma a farla da padrone sono i vini della Maison.

IL PIATTO MIGLIORE: Spaghettone all’uovo trafilato al bronzo con ‘nduja e ristretto di pomodorini.

La Galleria Fotografica:

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