Passione Gourmet Senso - Passione Gourmet

Senso

Ristorante
via IV Novembre 86, Limone sul Garda (BS)
Chef Akio Fujita e Alfio Ghezzi
Recensito da Carlo Nicolò

Valutazione

16.5/20 Cucina prevalentemente classica

Pregi

  • Posizione impareggiabile direttamente sul Lago di Garda.
  • Servizio panificati dopo i primi piatti.
  • Cucina limpida ed elegante.

Difetti

  • Pochi posti a disposizione.
Visitato il 08-2021

Un cigno sul Lago di Garda

Sempre più frequentemente ristorazione d’autore e hotellerie di lusso si fondono per consentire all’ospite di godere nell’ambito della medesima struttura ricettiva di servizi ricercati e di alto pregio. Così, da maggio 2021, la sponda nord-occidentale del Lago di Garda si arricchisce di un nuovo indirizzo per gli amanti del fine dining e dell’ospitalità di elevato rango dal nome EALA che, in celtico, significa cigno, animale che allegoricamente simboleggia bellezza, stile ed eleganza.

Mai nome fu più azzeccato! Con i suoi sette piani che si estendono in verticale direttamente sul Lago, il Resort domina imponente il Benaco abbracciando, in un sol sguardo, tutte le Regioni che esso bagna. Qui, tutta la ristorazione (composta da un Bistrot e da Senso, il ristorante di punta della struttura) è affidato ad Akio Fujita, già noto agli addetti ai lavori e agli appassionati per le sue importanti esperienze dolomitiche alle spalle e sotto l’egida di Alfio Ghezzi che, dopo aver lasciato le redini di Locanda Margon e aver aperto il suo ristorante al Mart di Rovereto, ha sposato il nuovo progetto Benacense divenendone l’executive chef. 

Partenza ad ali spiegate

Quando le aperture non sono improvvisate ma frutto di una ragionata progettualità e, naturalmente, di importanti investimenti economici e umani, la fase di rodaggio la si può tranquillamente superare. Infatti, dopo pochi mesi dall’apertura, sorprende il grado di perfezione che è stato raggiunto tanto nella gestione della sala quanto nella gestione dei menù che mutano periodicamente in base alla stagionalità. Certosino il lavoro sui vegetali (zucchine, fagiolini, funghi shiitake) e sui pesci di lago (spesso ridotti in brodo e zuppe dalle esaltanti concentrazioni di sapore) che rappresentano il leit motiv della rosa di piatti in menù; e diversamente non sarebbe potuto essere considerata la biodiversità della zona. Il piglio internazionale di Akio Fujita e l’attaccamento al territorio di Alfio Ghezzi creano un perfetto equilibrio tra le diverse specie vegetali e animali che riescono a convivere in numerose creazioni grazie a reciproche interazioni, sempre dosate e calibrate nell’intensità di sapori.

Punto di forza della cucina sicuramente i primi piatti, ben assortiti tanto nella loro selezione quanto nelle loro preparazioni, tra i quali spicca l’omaggio a Gualtiero Marchesi (maestro anche di Alfio Ghezzi) ossia un risotto allo zafferano di Tremosine cotto a puntino nel vino bianco per donare un po’ di acidità al boccone, presentato all’interno di un piatto d’oro.

Chiude una bellissima esperienza culinaria una assortita carta dei vini con giusti ricarichi gestita sapientemente dal giovane Manuele Menghini, già noto nel mondo della sala a livello nazionale per aver affiancato per diversi anni i fratelli Camanini al Lido84. Insomma, un “cigno” che si muove ad ali spiegate e che s’impone in modo prepotente e prorompente nell’alveo dell’alta ristorazione lacustre, destinato a divenire punto di riferimento di una clientela pretenziosa che vuole coniugare cucina d’autore a benessere di lusso.

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