Passione Gourmet Vino e cenere - Passione Gourmet

Vino e cenere

Vino
Recensito da Gae Saccoccio

Gae Saccoccio: la sua rubrica su Passione Gourmet

Il vino per me è sempre stato un pretesto per parlare e scrivere d’altro. Scrivere e parlare di tutt’altro attraverso la giusta disposizione d’animo che possono offrire uno, due sorsi di buon vino. Del “vino sincero” come si diceva secoli fa, senza paura di risultare troppo altezzosi o naïf.

In questa rubrica mi propongo di descrivere un vino artigianale, un’etichetta che sia un appiglio dal quale ragionare volta per volta anche su un libro, poiché sia i libri che i vini sono per me degli efficaci strumenti d’interpretazione del mondo, cioè una lettura privilegiata di noi stessi e degli altri.

E la cenere, che c’entra la cenere? La cenere è una polvere composta da sostanze ossidate, è generata dalla combustione. La cenere induce a pensare alla malinconia di qualcosa d’evaporato per sempre, a una qualche sostanza andata in fumo, dopo gli eccessi vigorosi del fuoco, delle fiamme, della brace. Ma se pensiamo alla cenere della legna arsa, alla cenere vulcanica o di altro materiale organico, sappiamo che è molto ricca in sali minerali, in potassio. Quindi la cenere è un ottimo fertilizzante per le piante, è un humus per la vite da cui si rigenera l’uva cioè si rinnova la fiammata del vino – la brace della fermentazione alcolica -, nelle mani dei vignaioli, in un ciclo continuo di rinascita ed estinzione ovvero nel cerchio magico del vino e della cenere.

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