Grand Royal

VALUTAZIONE

Cucina Classica

15/20

PREGI
Una cucina concreta ma con un tocco piacevolmente moderno.
Prezzi interessanti.
Buon servizio.
DIFETTI
La scarsa pubblicità del ristorante con apertura al pubblico.

Un ristorante d’albergo, e molto di più, a Courmayeur…

Andrea Alfieri, chef del Grand Royal e del Bistrot annesso, è una nostra vecchia conoscenza. Il suo locale di Milano, Il chiostro di Andrea, funziona così a pieni giri che, da ormai due stagioni, il cuoco meneghino officia regolarmente qui, nella mondana Courmayeur.

In un ristorante d’albergo, che si occupa dalle colazioni alla cena dei suoi ospiti, certo, ma che non disdegna di concedersi anche a quelli esterni e con una carta davvero interessante, sia nel prezzo che nelle opzioni dell’offerta. Due menù degustazione, da cui si può attingere anche alla carta, e un breve menù che cambia in continuazione. Il risultato? Più che ottimo, e questo sebbene il voto che, benché arrotondato per eccesso, è specchio di una cucina golosa, ben risolta, curata, coi giusti contrappunti e in grado di rendere felice un ampio spettro di commensali, potenziali e non.

Grand Royal: una cucina armonica e golosa

Durante la nostra degustazione siamo stati attorniati dai molti clienti abituali, anche esterni. E trascorriamo il nostro percorso degustazione felici e piacevolmente cullati dalle note armoniche del foie gras, gambero e pesche noci, delle golose lumache fritte, dell’intrigante risotto al pino mugo, con lo sprint del lampone, a fare la differenza. Buono, anche se lievemente tenace, il cinghiale e ottimi i dolci, come quelli della colazione, pensati e realizzati dall’executive chef e chef del ristorante gourmet Paolo Griffa.

Un plauso alla sala, capitanata dalla moglie dello chef, Samantha Serafini e, alla cucina, certamente ad Andrea Alfieri e al suo braccio destro, da sempre, Roberta Zulian.

Bravi, bravi, bravi davvero.

La Galleria Fotografica:

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Alberto Cauzzi

Imprenditore della New Economy con il pallino dell’enogastronomia, gira il mondo a caccia del miglior ristorante di alta cucina, non ancora trovato. Al vino è approdato apparentemente per caso, provenendo da una famiglia di astemi. Scoprì in seguito che un suo bis-nonno era un ottimo produttore di vino, nebbiolo in Valsesia, ed anche un discreto consumatore. E' stato il vice direttore della guida ristorante de L'Espresso per gli anni 2023 e 2024. E’ stato l’ideatore ed è il presidente del progetto Passione Gourmet. Le sue passioni: l’avanguardia misurata in cucina e i grandi vini di Borgogna.

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VALUTAZIONE

Cucina Classica

15/20

PREGI
Una cucina concreta ma con un tocco piacevolmente moderno.
Prezzi interessanti.
Buon servizio.
DIFETTI
La scarsa pubblicità del ristorante con apertura al pubblico.

INFORMAZIONI

PREZZI

Menù degustazione: 60€, 70€
Alla carta: 90€

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