Passione Gourmet Poggio al Gello - Passione Gourmet

Poggio al Gello

di Sofia Landoni

Pugnitello 2013, il volto più raro del Montecucco

Si deve attraversare una piccola piana ombreggiata dagli ulivi, prima di potersi affacciare sui vigneti. Tutto sommato, si tratta di vigne piuttosto ripide per essere nella collina toscana del Montecucco, piccolo scrigno della famosa Maremma. La percorrenza dei filari è ostacolata, inoltre, da un terreno smosso, irregolare, come ogni suolo sano dovrebbe essere. Il segno del suo respiro è evidente, lasciato vivere dall’assenza di macchinari che lo comprimano, che lo snaturino e che lo mortifichino.

Questo è il primo panorama che offre Poggio al Gello, piccola realtà vitivinicola ed oleicola che, nella sua discrezione, dà lustro alla provincia di Grosseto. Nata dal desiderio di Alda Chiarini e Giorgio Nelli, Poggio al Gello vive uno storico di “appena” 21 anni; l’avventura di Poggio al Gello inizia con gli uliveti, che oggi abitano una superficie di 4.5 ettari, per poi proseguire con la coltivazione di 4 ettari di vigneto e la relativa vinificazione delle uve. Tutta l’attività produttiva di Alda e Giorgio – che trova compimento in una cantina minuscola dove però non manca assolutamente nulla – altro non è che il risultato della costante ricerca che i coniugi Nelli svolgono sulla tipicità di questa parte di Toscana, che conserva ancora un certo grado di spontaneità.

La totale produzione in biologico – certificata ICEA – regala tesori a bacca bianca come il Vermentino ed altri a bacca rossa che vanno dal più diffuso Sangiovese fino alla rarità di due vitigni antichi: il Fogliatonda e il Pugnitello. Il primo prende il nome dalla morfologia della foglia, mentre il secondo dalla forma del grappolo, del tutto simile a quella di un piccolo pugno. Ed è soprattutto quest’ultimo – piantato nel 2004 e imbottigliato per la prima volta nel 2007 – a guadagnarsi un particolare interesse, in virtù di quel carattere determinato, quasi rude, che anima il calice della sua annata 2013. L’affinamento di 13 mesi in barrique addomestica solo leggermente il timbro selvaggio del vitigno, che trova la strada verso il suo personale equilibrio riposando per altri 6 mesi in bottiglia.

PUGNITELLO DEL VIAGGIONE 2013 – POGGIO AL GELLO

La curiosità tipica di un naso che si imbatte in qualcosa di nuovo viene pienamente soddisfatta e strabiliata da un impatto denso, scuro, stratificato. Si compone di note che ricordano la viola e il ribes, le spezie e il tabacco. Al palato fa conoscere il suo carattere sprezzante e rude, estremamente verticale, pungente. Il sorso procede in una tensione finissima, progredendo con un’espressione tannica palpabile e ancora scalpitante. Possiede una rudezza che affascina invece di disturbare. Si impreziosisce della vita scolpita negli anni, ma non mostra segno alcuno di stanchezza. Pare, al contrario, essere ancora pieno di vitalità, suscitando così il desiderio di sapere cosa accadrà, in quelle bottiglie, fra qualche altro anno.

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