Passione Gourmet Ca' Murani, Chef Remo Camurani, Faenza - Passione Gourmet

Ca’ Murani

Trattoria
Vicolo S. Antonio, 49, 48018 Faenza RA, Italia
Chef Remo Camurani
Recensito da Filippo Boccioletti

Valutazione

Pregi

  • Cucina di tradizione intelligente.
  • Location suggestiva e con personalità

Difetti

  • L'offerta dei vini.
  • La mancanza di un sito internet
Visitato il 09-2018

Ai confini della Romagna

La trattoria Ca’ Murani si trova al confine Nord della Romagna, nel piacevole centro storico di Faenza, a pochi metri da Piazza del Popolo, antico cuore politico e commerciale della città. Il legame ancestrale del cuoco–patron Remo Camurani con la sua terra lo si evince sin dal “gioco” tra il suo cognome e il nome del ristorante: con il termine Ca’, infatti, si indica casa in dialetto romagnolo. Il sito, un granaio molto suggestivo di un palazzo signorile del 1800, è delizioso e molto curato, fin dall’esterno dove una coltre di edera cinge l’ingresso e un tavolino e due sedie impagliate fanno molto dolce vita in salsa romagnola. L’interno è caldo e accogliente, arredato con cura, illuminato con attenzione; il pavimento in cotto, i tavoli di legno, la madia con i segni del tempo con sopra i pani, i vecchi armadi, la bilancia Berkel e il suggestivo camino sul fondo della sala abbracciano idealmente il cliente facendolo sentire fin da subito in una casa romagnola. Da menzione, a sublimare questa sensazione di piacevole accoglienza, la diffusione in sottofondo della note di musica jazz al volume adeguato.

Tradizione e leggerezza

La cucina di Remo Camurani fa il resto; la definiremmo di tradizione intelligente, con particolare attenzione alla stagionalità non solo nella scelta delle materie prime, ma anche nel tenere conto della peculiarità della stagione, nel nostro caso estiva, alleggerendo le preparazioni e offrendole all’adeguata temperatura di servizio. Una cucina solida e legata al territorio, con una mano soave e quasi femminile, in cui si lascia particolarmente apprezzare, come una sorta di fil rouge che lega tutti i piatti che abbiamo assaggiato, la riduzione al minimo necessario della componente salina e il ricorso sussidiario a profumate e saporite erbe spontanee e aromi.

Che qui si faccia sul serio, lo si intuisce già dal cesto dei pani, tutti fatti in casa, fra cui spicca una ghiotta focaccia al sale e rosmarino sfornata prima di ogni servizio. Apprezziamo da subito la mano dello chef con il benvenuto della cucina (non sempre in locali di tradizione si viene coccolati così): se l’annuncio di una Pasta e fagioli ci aveva spiazzati, l’assaggio ci ha lasciati a bocca aperta. Salvia, rosmarino, salsiccia triturata e legume al dente, un giro d’olio di Brisighella a dare amarezza, tamperatura della zuppa quasi tiepida, da scarpetta! Due gli antipasti: un Lonzino al fumo d’olivo – affumicato nel camino del ristorante – di cui abbiamo apprezzato la qualità della materia prima e i pervasivi profumi di legno oltre alla leggerezza della preparazione; una Frittata di fiori di zucca e zucchine con mozzarella di bufala, soffice nonostante l’esiguo spessore, profumata e dalla piacevole crosticina. Le golose e appaganti Tagliatelle al ragù, con marcata e gradevole presenza del rosmarino, si presentavano ricche di salsa di pomodoro, con la salsiccia e il manzo tagliati al coltello, la pasta tirata al mattarello, giustamente nodosa e gialla. La Tagliata di lombo di maiale con bruciatini di aglio e rosmarino ha forse risentito di un leggero eccesso di cottura che l’ha resa lievemente asciutta; piatto del ricordo le Zucchine ripiene fritte con polpette ripassate al sugo (su richiesta ci hanno servito la mezza porzione) che si denotano per gusto e, anche in questo caso, per leggerezza. Abbiamo chiuso le danze con una deliziosa Crema (in realtà un flan) con salsa all’irish coffee, perfettamente eseguita.

Il servizio, affidato a Daniela Pompili, è stato caldo, accogliente, prodigo di spiegazioni sui piatti e sulla storia del locale: quello che ci si aspetta da una casa di Romagna. Peccato per la carta dei vini: scelte limitate a poche proposte senza una ricerca particolare, che il ristorante invece meriterebbe.

La galleria fotografica:

1 Commento.

  • Domenico Emiliani Zauli Naldi2 Novembre 2018

    Sono molto felice per Daniela e Remo, una recensione che riconosca la grande qualità e onestà del loro lavoro, la loro ospitalità, il loro impegno, e che possa oltrepassare i confini della nostra piccola città, è proprio quello che meritano. Grazie!

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