Passione Gourmet La Montecchia, Chef S. Camellini, Selvazzano Dentro - Passione Gourmet

La Montecchia

Ristorante
Via Montecchia 12, Selvazzano Dentro (PD)
Chef Simone Camellini
Recensito da Claudio Persichella

Valutazione

16/20 Cucina prevalentemente di avanguardia

Pregi

  • Una cucina eccellente in una location di grande fascino.

Difetti

  • La mancanza di un menu degustazione con i classici della famiglia e del ristorante.
Visitato il 09-2018

Un impero che ogni anno si allarga sempre più, senza alcun compromesso sulla qualità dell’offerta

La galassia Alajmo, che negli anni si è espansa fino a contare gli attuali 10 locali, ha sempre mantenuto saldi i propri tratti distintivi: qualità dell’offerta ed eccellenza del servizio. Le nuove collaborazioni, che hanno visto i protagonisti Raffaele e Massimiliano in Italia e all’estero, non hanno in alcun modo distolto l’attenzione sui locali storici della famiglia, che si configurano ogni anno come una vera e propria garanzia.

Uno di questi è La Montecchia, un ristorante immerso in un golf club a Selvazzano Dentro, ai piedi dei Colli Euganei, nella stessa struttura in cui, al piano terra, giace un altro ristorante della proprietà: ABC Montecchia. Quest’ultimo è l’alter ego più semplice, come testimoniato dal nome dell’insegna e dai piatti in carta (i capisaldi classici della cucina italiana), del ristorante di punta della struttura, dove invece si giunge per gustare un’alta cucina all’insegna di golosità, rotondità e comprensibilità. I prodotti utilizzati provengono per la quasi totalità  (85%) dall’orto e, per la restante parte, sono rappresentati da carne e pesce. La cucina è a opera di Simone Camellini, storico collaboratore di Max, mentre la gestione è quella del patron Erminio, il padre dei fratelli, affiancato dal maître e sommelier Mauro Meneghetti. La carta dei vini annovera 600 etichette, con un occhio di riguardo per le referenze locali e un’attenta selezione di etichette internazionali.

Alta cucina a impronta vegetale

Scorrendo la carta, si percepisce una spiccata attenzione alla clientela che segue un’alimentazione alternativa, per ingredienti utilizzati e simboli riportati (vegano, senza glutine, senza latticini). Vi è anche la possibilità di ordinare il menu vegetariano L’orto, oppure di concentrarsi sui piatti storici della famiglia Alajmo.

Di questi ultimi, abbiamo particolarmente apprezzato la ricca Tartare di Erminio, preparata al tavolo con savoir faire, e la Coscia d’oca croccante con semi e germogli, crema di patate e finocchi allo zenzerodai sapori orientali e dalla croccantezza encomiabile.
Il Dentice marinato alle pesche e basilico è un’armonia di sapori delicati e ben bilanciati, mentre gli Gnocchi di rapa rossa in salsa gorgonzola e roquefort, grande classico di casa Alajmo e della storia della cucina italiana,sono la cartolina più golosa che ci siamo portati via.

I dessert, tutti ben realizzati, giocano tra classici rivisitati, vedi il Tiramisù leggero alla nocciola, e creazioni, come la Crostata di albicocche squagliata di crema al curry e caffè e foglia d’oro, in cui la firma è ben visibile.

La galleria fotografica:

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