Passione Gourmet Antica Osteria di Ronchettino Recensione Passione Gourmet

Antica Osteria il Ronchettino

Trattoria
Via Lelio Basso, 9, 20142 Milano
Chef Federico Sisti
Recensito da Leonardo Casaleno

Valutazione

Pregi

  • Si respira il fascino dell'atmosfera dell'osteria milanese.
  • La qualità della materia prima.

Difetti

  • L'ubicazione periferica non molto rassicurante.
Visitato il 04-2018

La sottile arte di reinterpretare la tradizione in un piatto

Cosa sarebbe la tradizione senza contemporaneità? E viceversa? Ci piace trovare una similitudine con le opere d’arte senza tempo. Ove non fossero soggette a un recupero con tecniche moderne, rischierebbero di deteriorarsi. Alla Antica Osteria il Ronchettino il discorso è, con le dovute proporzioni, molto simile. Non temete, si parla sempre di cibo, chiaramente.

Ma la relazione tra arte e artigianato ci sembra centrata per introdurre il lavoro che fa il romagnolo Federico Sisti con la tradizione (anche milanese).

Si deve partire dalle fondamenta gastronomiche, dalle ricette delle nonne per ricercare una commistione tra le stesse e una visione contemporanea del cibo della tradizione. Il roner e il forno a legna convivono in una cucina che va incontro ai gusti e desideri del cliente che può mangiare un risotto con ossobuco tradizionalissimo o una costoletta alla milanese, ma poi ammicca alla voglia gourmet, che possa soddisfare le sue voglie con una meravigliosa anguilla laccata alla soia con una intensa purea al naturale di cavolfiore.

Il Ronchettino è un locale storico, ma ultimamente sembra avere una marcia in più grazie alla qualità e alla voglia di fare.

La pura golosità dagli antipasti al dolce

Vengono serviti straordinari affettati “griffati” con fragranti e perfetti gnocchi fritti e tigelle, pani e grissini fatti in casa, il bollito della tradizione si taglia con un grissino ed è sgrassato al millimetro con limone e prezzemolo, l’agnello viene presentato in più servizi con il cosciotto e le costolette intervallate da una meravigliosa sfoglia con le frattaglie e i carciofi. E poi ci sono le tagliatelle con un ragù degno delle migliori trattorie emiliane e una trippa tagliata finemente con datterino che racchiude la tradizione lombarda in un piatto-istantaneo che rivive nei giorni nostri, così come la piccola pasticceria che rievoca i “mignon” della tradizione italiana e qualche incursione in Francia con dei meravigliosi e fragranti macarons.

La carta è già ben fornita e ci sono tanti fuori carta, ma il consiglio è di lasciarsi guidare dalla cucina.

Il luogo conserva il fascino delle osterie milanesi fuori porta (anche se la zona desta ancora qualche perplessità), il servizio è molto cordiale e disponibile e ti fa sentire a casa, la proprietà è appassionata e approccia il cliente cercando di spiegare la filosofia del locale. E in cucina lo chef sa il fatto suo.

La galleria fotografica:

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